MORESCHI- Arte che rimodella la tradizione. Osservare, la chiave!
Articolo scritto da: Ilaria D'AdamioE’ un Classico Italiano, l’azienda MORESCHI non ha bisogno di presentazioni: luxury brand, considerato tra i leader nel settore delle calzature in tutto il mondo, esporta con orgoglio il valore di un Made in Italy, nato nel 1946.
La MORESCHI giunge a Pitti UOMO n°81, presentando la nuova collezione A/I 2012-2013, affidandosi alla conosciuta affabilità del suo Consigliere Delegato, Francesco Moreschi, che passando attraverso i linguaggi dello spettacolo, continua a rivolgersi ad un pubblico, fatto di vip e soprattutto di menti che apprezzano il bello.
Il dettaglio fa la differenza e con Moreschi si esplicita nella cura delle lavorazioni manuali, basate su un’esperienza di mezzo secolo, durante le quali si odono ancora parole come “tomaia”, “sottopiede” e “guardiolo”, legate direttamente a concetti senza tempo come eleganza, comodità e flessibilità. Tre, le lavorazioni che rappresentano per eccellenza la ricerca di Moreschi: Goodyear, il classico della robustezza, Mocassino tubolare, la flessibilità data da una lavorazione fatta totalmente di gesti antichi, sino ad arrivare a Driver, l’eccellenza nel comfort nel tempo libero.
Tutta questa attenzione alla cura del particolare ed alla precisione nelle realizzazioni, da che cosa deriva?
“Io sono attento a tutto ciò che è “modo” di vestire, di viaggiare, al BELLO in senso lato!” ci risponde Francesco Moreschi.
“Quindi la sua posizione verso il mondo dell’arte contemporanea?” chiediamo.
“Quindi anche a tutto che ciò che è arte contemporanea, anche se a causa degli impegni non ho molto tempo, ma mi sono ripromesso di dedicarmici, nella speranza che questa promessa funzioni.”
Intanto veniamo a scoprire che a novembre 2011, proprio Moreschi ha organizzato un Cocktail Party presso la sua boutique di Roma a favore del mondo dell’arte. Una serata tra artisti ed attori con l’impegno di devolvere il 30% degli incassi di dieci giorni, a favore delle attività della Fondazione MAXXI.
E’ in quell’occasione che proprio Francesco espresse la sua convinzione che oggi l’arte debba essere sostenuta il più possibile, magari integrando la comunicazione sulle opere, per coinvolgere così un sempre crescente numero di persone.
Moreschi, simbolo dell’eccellenza nell’artigianalità si fa portavoce a sostegno della creatività in ogni sua forma,dunque.
“La creatività nasce dall’osservare ogni singolo istante. Osservazione che nasce dal frequentare persone, dalla mattina quando mi sveglio per andare a lavoro, trovandomi ad osservare gli occhiali che indossano i guidatori in auto, o che cosa e come guardano, mentre osservano le vetrine a passeggio, quando sono allo stadio, oppure dall’osservare le riviste e come sono edite.”
L’osservatore è colui che fa diventare preziosi singoli o fugaci momenti tratti dalla vita quotidiana: “Tutto questo è un incubatore che torna a macinare nella mia mente idee e pensieri nuovi. Così come un vulcano si cerca di buttare fuori qualcosa di nuovo che possa essere utile al nostro lavoro, all’azienda.”
Unire moda ed arte, arte e moda, pare essere un legame stretto da un unico comune denominatore che ha per nome la creatività. Caratteristica che si respira nel lavoro della luxury factory e che verrà sicuramente incrementata dall’intenzione che troviamo nelle parole di Mareschi di aprire una collezione di arte in azienda nel prossimo futuro.
“Questa è una cosa molto bella. Oggetti di valore che danno un plus all’ambiente di lavoro e riferendoci anche al nostro target, che è un target molto colto che apprezzerebbe sicuramente questo tipo di attività.”
Pensando all’esterno, notiamo un mondo della moda sempre più interessato all’arte, che in alcuni casi si butta in una sperimentazione diretta tra artisti e stilisti. Chiediamo cosa ne pensi Moreschi.
“Credo che siano esperimenti che creano sicuramente un valore aggiunto ed un’attenzione verso i consumatori interessati all’arte. Credo altrettanto che con le calzature sia un po’ più complicato, occorre soltanto trovare la connotazione giusta.”
Francesco Moreschi ci conferma così la sua propensione alle contaminazioni e non ci nasconde quanto possa essere forte l’impatto di un’opera d’arte su di lui: “Un’opera mi deve colpire subito e mi deve comunicare qualcosa. Se riesco a percepirlo, me ne posso innamorare.”
Ma alla nostra domanda se è l’arte ad ispirarlo nel suo lavoro, Francesco ci risponde: “Personalmente mi influenza molto lo stare con i bambini, mi danno moltissima energia, perché sono molto spensierati. Questo mi aiuta moltissimo a trovare delle soluzioni o accelerare un sistema di idee, che si riflette poi anche nel mio lavoro.”
©Ilaria_D’Adamio_RIPRODUZIONERISERVATA
Pubblicato su Artitude il 26/01/2012




Lascia un commento