IN ATTESA DI SOFIA, parte 2 del II Romanzo Inedito LA NASCITA DI UNA NUOVA STELLA di Ilaria D’Adamio

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“In attesa di Sofia”, parte 2 del II Romanzo Inedito LA NASCITA DI UNA NUOVA STELLA di Ilaria D’Adamio

Quel giorno era particolarmente freddo, anche se fuori stagione. Perché meravigliarsi, del resto, visto il rigido inverno appena trascorso! La pioggia scendeva più copiosa del solito, mentre Sofia guardava colare le gocce oltre il vetro del bar, finendo di bere il suo caffè macchiato. Già il terzo, pur essendo mattina! Fatto significativo che descriveva bene l’irrequietezza della ragazza, pur non riuscendo ad abbracciare neanche la punta dell’iceberg della sua immaginazione, sempre immersa ad annotare sul quaderno le immagini tratte dalla strada. Chissà come mai così tanti temporali all’improvviso? Erano talmente intensi da creare in pochi minuti notevoli danni alle campagne e ai litorali. Sempre più sostenibili di quella tremenda catena di terremoti dell’anno precedente! – Sofia, spengi il cervello! – disse tra sé. Doveva trovare una cartoleria per sostituire le matite spezzate da quel branco di ragazzi di quartiere che erano saltati con le bici sul suo zaino. Le era scivolato di mano e un attimo prima che potesse recuperarlo, era già stato calpestato dall’ignoranza! Peccato! Ci teneva a quelle matite! Sospirò e s’incamminò di buona lena. Era urgente che tornasse alla base prima dell’inizio della Festa dell’Unicorno. Ad un tratto notò qualcosa. Ad un centinaio di metri di distanza, proprio di fronte alla piazzetta del Limbo, un’anziana donna in abiti modesti, cercava di aprire un cassonetto con tutte le sue forze. Non aveva immondizia da buttare. Non appena riuscì ad alzare il pesante coperchio quel tanto che bastava, vi infilò tutto il braccio. Si capiva dai movimenti che stava attenta a non dare nell’occhio. Tirò fuori dei sacchi e cominciò a rovistare, cercando tra gli scarti se fosse rimasto un po’ di roba, ancora buona da mangiare. Ributtò il resto nel cassone e con la mano fece per pulirsi delicatamente sotto il braccio.

Non poteva essere! Ecco la fotografia di un’Italia che andava in malora, correndo dritta a tuffarsi nel profondo baratro della crisi economica, perpetrata dalle inutili chiacchiere dei suoi governanti! Riforme? Invisibili o inesistenti? Questo il problema! Era giusto che una persona, dopo aver lavorato tutta la vita pagando le tasse e senza concedersi mai niente di speciale, non solo non se le vedesse mai tornare indietro, ma dovesse anche trovarsi a scegliere tra comprarsi il pane o continuare a pagare le bollette? Un notevole esempio di civiltà, questo stato che uccideva la dignità della sua gente! Umanità, sempre più spesso sola. Messa all’angolo, sullo scaffale degli oggetti abbandonati.

Sofia allungò il passo per raggiungere la donna e domandarle se poteva, in qualche modo, aiutarla, ma la traiettoria disegnata dai suoi passi fu tagliata dalla lunga falcata di un ragazzo alto con una custodia di violino in spalla. Che maleducato! Rallentò per capire cosa avrebbe fatto, quel tipo strano. Il moro dalla mantella nera toccò delicatamente la spalla della signora e le bisbigliò qualcosa all’orecchio. L’anziana scoppiò a ridere. Dopo un veloce scambio di battute, lui la salutò con gentilezza, lasciandole un foglietto. Cosa vi sarà stato scritto sopra?
Il programma di un concerto nella vicina chiesetta dei SS. Apostoli, forse? Non era importante. Il grande merito del ragazzo fu l’intuito di riuscire nell’ardua impresa. Provocò quel sorriso che colorò il volto dell’anziana di un’importante anche se temporanea serenità. Questo ciò che contava davvero.

La curiosità di Sofia montò in un istante. Decise di seguirlo da lontano. Che strana camminata! Quel corpo slanciato portava a giro il contrasto tra la leggiadria di un’esile gazzella e la mascolinità dei movimenti! I capelli corvini di media lunghezza spalmavano un tocco di romanticismo su una fisicità selvatica, creando una stridente stonatura. Che strano tipo! Lo inseguì per viuzze e stradine, percorrendo diversi isolati. Attraversarono un ponte e giunti Diladdarno, Sofia lo vide scomparire dentro un negozio. Fine della corsa! A quel punto doveva decidere: entrare ed andare incontro ad un’inevitabile figuraccia o tirare dritto, non risolvendo mai quell’irresistibile punto di domanda che le occupava la testa da circa mezz’ora? Perché lo aveva inseguito fino a lì? Non fece a tempo a terminare il pensiero che aveva già varcato la soglia.

di Ilaria D’Adamio scritto il 03/04/2014 ORE 17.12_parte 2 del II romanzo inedito LA NASCITA DI UNA NUOVA STELLA di Ilaria D’Adamio

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