“Il Segreto di Au” di Ilaria D’Adamio

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“Il Segreto di Au” di Ilaria D’Adamio

AIRALI ALLO SPECCHIO scrisse:

Airali era una bambina curiosa, ma non sapeva parlare bene. L’unica sillaba che pronunciava con spontaneità e che tutti pensavano non avesse senso, era: “Au”. Stava imparando a leggere ed era affascinata dal tenere in mano la penna per imbrattare con i suoi geroglifici, fogli di carta, a suo avviso, inutilmente bianchi. Il mondo della scrittura l’affascinava e la penna equivaleva per lei ad avere in mano lo scettro del comando. Adorava avventurarsi alla scoperta della casa, puntando lo sguardo verso mete all’apparenza irraggiungibili. Prima osservava in silenzio la vetta da scalare, poi passava all’azione. Metteva al corrente dei suoi ambiziosi progetti solo il suo piccolo cane, un cucciolo bianco e nero di Cocker Spaniel, che non sapeva ancora bene camminare. Quel giorno decise che avrebbe dovuto raggiungere l’ultimo piano della libreria, per poter annusare quel libro dalla elegante copertina, rilegata in pelle nera.

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Il cane complice, storceva vistosamente il naso per la missione, davvero troppo, intraprendente. Raggiunto il quinto scaffale, afferrò il tomo. Tenendosi in equilibrio con i soli gomiti a contrasto con il legno, mise insieme le lettere del titolo: “I Racconti del Mistero” di Edgar Allan Poe.

Non capiva cosa significasse quel discorso, ma l’istinto predisposto all’avventura, la fece proseguire nel suo intento. Prima di mettere il naso dentro quella manciata di pagine, scorse la frase “Il Gatto Nero”, ma l’odore stantio di quel volume plastificato le fece talmente paura che perse l’equilibrio. Finì a terra con il libro e tutto il suo peso! Incontro le arrivò, scodinzolante, il cane, porgendole un foglietto che nell’urto era scivolato fuori dal testo. Airali, fieramente già in piedi, non accettava la sconfitta, ma non sapeva come fare per nascondere le ginocchia sbucciate. Fortunatamente apparve il suo amico mago, che, anche se un po’ smemorato, era impeccabile per la sua puntualità.

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Oltre a porgerle i cerotti, dalle vertiginose altezze della sua cappa nera, si chinò per restare un attimo con la bimba ed il cane. Cercò parole semplici per spiegarle che quel disastro, se era accaduto, era perché lei aveva fatto il passo troppo lungo per la sua età, perché, forse, quel libro parlava di cose difficili, per cui avrebbe dovuto aspettare di crescere. Airali espresse tutta la sua indignazione verso l’amico e con una sonora linguaccia lo sfidò! Il mago, impermalosito dall’audacia della bambina, dette un risonante colpo con la sua bacchetta magica e, fece volare dritto tra le sue mani il foglietto che il cane aveva raccolto. Con le braccia conserte ed il volto di lato, la guardò di sottecchi, esclamando: – Bene! Allora leggi quanto scritto qui sopra e spiegamelo! Airali deglutì, senza farlo notare, ed accettò la scommessa.

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Se non l’avesse portata a termine, nella sua testa non avrebbe più goduto della stima del mago e chi l’avrebbe sopportato la sera, prima di addormentarsi nei suoi frenetici silenzi, tipici da “so tutto io”! Il foglietto sembrava uno stralcio di pergamena ingiallita. Polveroso com’era, doveva essere stato scovato in un baule, risalente alla notte dei tempi. Non era importante la sua provenienza, così Airali iniziò a leggere. Lo scritto recitava così: “ Custodito nello scrigno senza chiave è il tesoro. Tutti lo vogliono, nessuno sa che sia. Un giorno un pittore, stanco di contemplare la tela bianca, decise di uscire dal suo studiolo per trovar l’ispirazione. Ad un tratto s’imbatté in una nobildonna dai lunghi capelli scuri, l’incarnato etereo ed il sorriso enigmatico. Ne rimase folgorato! Tornò subito ai pennelli per ritrarre quel volto dalla bellezza mai vista prima, eppur così familiare. Ai suoi occhi esprimeva una luminosa essenza.

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Inondato dal sentimento, continuò per quattro lunghi anni a cercare di approssimare il disegno a quell’immagine di donna, che così nitida appariva alla mente ed altresì sfuggevole diventava, quando il pennello toccava la tela. Il pittore se ne innamorò a tal punto, che cercò in ogni modo di incontrarla ancora, ma i suoi sforzi furono vani. Prese un giorno uno specchio e per puro diletto iniziò la ricerca dell’immagine di lei, guardandosi. Prese accuratamente le misure del suo viso per trovar le corrette proporzioni da inserire nel disegno. Quando terminò tale studio su sé stesso, comparve sulla tela l’esatto ritratto di lei. Impressionato dal risultato, Leonardo il pittore, conosciuto per la sua genialità di inventore, decise che avrebbe dovuto capire a tutti i costi il mistero di chi fosse quella dama e perché la sua essenza l’avesse fatto cadere in preda all’amore sublime. Iniziò, perciò, ad impostare complicati calcoli con l’ausilio delle combinazioni magiche della sua scienza. Pensò a come l’avesse incontrata ed esclamò: − L’amore nasce proprio in un istante…così… per caso!

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A quelle sue stesse parole replicò: -…e se non fosse stato un caso? Pensò ai suoi colti esperimenti che ricercavano le leggi di natura. Almeno su quegli argomenti non poteva sbagliare: un oggetto si muove perché qualcuno lo spinge. In natura ad una causa segue sempre un effetto, quindi ogni cosa esiste, perché nasce da una causa ben precisa. L’amore, essendo parte dello stesso mondo, oggetto dei suoi studi, non poteva che obbedire alla stessa regola di causa ed effetto. Leonardo sentiva di avere la soluzione sotto gli occhi, ma qualcosa continuava a sfuggirgli. Immaginò, allora, tutti i tipi di amore che esistono sul pianeta. Poi pensò che nel cuore di ogni persona fosse iscritto un codice. Ogni volta che uno spirito femminile ed uno spirito maschile si attraevano, voleva dire senza ombra di dubbio che una parte del loro codice combaciava. Ma cosa era successo a lui di fronte a Monna Lisa, allora?

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Poteva esistere nella realtà la formula perfetta? Ne dedusse che, nonostante fosse molto raro da trovare, quel tipo di combinazione esisteva. La soluzione del problema doveva essere per forza una, allora: se i codici, iscritti nei cuori delle due persone che si innamorano, sono perfettamente uguali, ma differiscono solo per un elemento, che sono l’esser donna e l’esser uomo in due persone diverse, esse si fondono in una sola, pura unione di amore divino. Leonardo intuì, così, la formula dell’amore perfetto. Lo scrigno si aprì magicamente ed il Genio vi depose un foglietto con su scritto: L’amore è quando di casualità, causalità! Lo scrigno senza chiave protegge ancora oggi il tesoro, comprensibile a pochi.” Airali, con grande affanno, terminò di leggere. Il mago le si avvicinò con una certa aria a presa di giro e mettendola alla prova, disse: − Allora Airali, spiegami: di casualità, causalità! Svelami il dilemma dell’amore!

Il cane abbassò le orecchie, avendo capito che la bambina non ce l’avrebbe mai fatta, almeno che…

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Airali ammise con lo sguardo che non ci aveva capito granché. Restò in silenzio, spiando, dal basso verso l’alto, l’espressione impressa sul volto del suo amico mago. Sapeva di trovarsi di fronte ad uno dei tanti e tipici rompicapo dei grandi, talmente attenti a perdersi dietro le apparenze, da non vedere l’evidenza. − Airali, su! Non mi dirai mica che accetti la sconfitta, così? La bambina si ripeté mentalmente: − “Di casualità, causalità”…è sulla “U”… … Il dilemma si poteva ridurre ad una banale questione di accento? Che il segreto dell’amore fosse inscritto, soltanto, in quella vocale, le sembrava poco, così ne aggiunse un’altra e di getto disse: – “Au”! Il mago sobbalzò, sorpreso! Le regalò un grande sorriso, congratulandosi con lei per la vittoria. Girò, poi, tre volte su se stesso, spiccò un salto ed iniziò a volare festosamente. Un secondo dopo schioccò le dita e per il momento scomparve.

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Passarono molti anni, prima che Airali riuscisse a capire perché quella sera avesse vinto il suo amico mago, ma da quel momento portò sempre nel suo cuore quel grande tesoro. Lo ribattezzò “il segreto di Au”: l’oro puro si trova solo nell’amore vero e niente più.

“Il Segreto di Au” di Ilaria D’Adamio è stato scritto a fine novembre/ dicembre 2013 ed inserito per la prima volta in
“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio. Nel 2015 ho realizzato un progetto di graphic novel su questa fiaba (WORK IN PROGRESS) e nel settembre 2016 rappresenta l’incipit del libro dipinto a mano “Airali allo Specchio. Il ritorno alla normalità dopo la liberazione.” di Ilaria D’Adamio.

DA “CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Indice
1. Cuore di Fiaba 2. Proiezioni Mosse 3. 43 Secondi 4. “5+7” 5. Coltelli 6. Barbablù 7. X2 8. Embrace, come abbraccio 9. Alzando gli occhi al Cielo in segno di sdegno 10. Spirali 11. Eclissi 12. In Sogno 13. Lino e i Tre Bicchieri 14. Gaia 15. Lo Strappo 16. Il Cavaliere che sconfisse la Morte 17. Empatia 18. La Scelta
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19. Il Segreto di Au 20. Il Cammino di Psiche 21. Il Principe Ranocchio 22. Lo Specchio Innamorato 23. La Bella e la Bestia 24. Diciassette. Ancora da scrivere 25. Una Stella

 

SCHEDA LIBRO:

“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio

Che cos’è l’amore? Continua ricerca del sentire in perfetta armonia: semplice, ma non facile, da provare, difficile da realizzare. Per districarsi al di là delle apparenze di ragnatele, intessute ad arte dalla trama della vita, vengono in soccorso, frammenti di poesia e scorie di fiaba, che riecheggiano nel nostro cuore, ricordandoci della purezza. Qualità da difendere, come valorosi cavalieri, per superare le molteplici prove che prevedono scelte complicate, ripartendo ogni volta da noi stessi. Ecco la strada, l’Amore arriverà…

Libro che raccoglie poesie, racconti e fiabe, dedicate al tema dell’amore. Si struttura come un percorso in crescendo, a partire dal suo aspetto tragico, passando per il mistero, sino a raggiungere il niveau ideale.

Da “CUORE DI FIABA Omaggio imperfetto all’Amore Perfetto”di Ilaria D’Adamio_scritto tra il 27/11/2013 ed il 16/12/2013 in versione redux ore 14.55, il  18/12/2013 ore 12.22, 14.00, 14.03 e raccolto il 29/12/2013 ore 00.31_di Ilaria D’Adamio.

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