“Il Salterello di Vincenzo Galilei”di Ilaria D’Adamio

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“Il Salterello di Vincenzo Galilei”di Ilaria D’Adamio

A metà divisa, la ghianda
della nascita, l’unità stroncata
decretò nelle apparenze, il tempo e la caduta.
Nei loro nomi, l’identità
un otto iscrisse, al volger dell’infinito.
Melodia dell’anima, compose il musico, nelle lettere allo specchio,
a tracciar degli affetti, la legge fisica.
Nell’anima, siamesi,
per il braccio destro; ancora uniti,
paralizzante, dolore nutre il formicolio del distacco.
Corpo straziato dalle urla,
ferite inferte dall’abisso proiettato,
immobilizza il brivido, dell’angoscia il gelo.
Rigettati nella finitezza delle dimensioni,
senza meta, nel divenire persi.
Volse un giorno, la strozzatura del tempo a ritornar di nuovo, su quel punto.
Luna allo specchio incontrò il suo Sole,
attraversando di Venere, le fasi.
Le ali squarciarono il petto sul fuoco dell’amore, da un raggio di Dio irrorato,
la corda tese il gemito nella finitudine, di un mai più a vagare, la condanna.
Nella sofferenza, la luce generò della rinascita, il cristallo.
Un corpo, pura onda, Pulsar vibrante
nell’accordo di quinta, incontrò Bianca Cappello, nell’alchimia la fede.
Corda che vibrasti nello stesso istante, della quinta,
di ottava riflessione generasti, Marina Gamba per Galileo.
Del Padre e del Figlio,
la geometria segnò i gradi
dell’incontro con la Vergine,
a misurar le coordinate delle fasi della Luna
affinché Amore tornasse sulla Terra.
Salti tra i quanti delle apparenze,
risalite oltre i sette piani dell’anima, della casa
a toccar le Stelle con un dito che venne forgiata nell’oro.
Cosmici, i voli percorsero le distanze dei pianeti la precessione,
per riposizionar l’asse del numero ruotato,
in simbolo mutato, dal fiocco disegnato dall’archetto
del violino,
indietro nel tempo, sulla latitudine percorsa in senso antiorario,
di cui la longitudine, terzo fu il punto che insieme tenne il cammino,
dall’amore creato e che oggi parla
di un sentire in sogno, la tua voce
nello svelarsi di carezze percepite,
per ricongiungermi al tuo respiro,
accordato sulle note del desiderio,
diapason che freme per sentirti dentro e dal mio corpo, risuona
in dono a te, pronunciato
nel Solstizio d’Estate, ora per sempre, Amore mio.

di ILARIA D’ADAMIO, SCRITTO DEL 7 LUGLIO 2014. La poesia “Il Salterello di Vincenzo Galilei” ha partecipato al Concorso Poesia Racconti in onore di Rita Levi Montalcini “Idea Donna- Lui e Lei”- VI EDIZIONE Tema: Amore: vertigine gioiosa, abissale sofferenza (inviata tra l’8/7/2014 ed il 23/9/2014). Risultato non ancora pervenuto.

“Il Salterello di Vincenzo Galilei” di ILARIA D’ADAMIO

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