STEFANO RICCI – La moda veste l’arte! L’arte nutre la moda!

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

FIRENZE PITTI UOMO- Intervista a Filippo Ricci: l’arte riesce a portare fuori l’anima della moda, racchiusa nel sogno “targato” STEFANO RICCI.

Siamo lieti di invitarvi con noi a visitare la trasposizione fieristica per PITTI UOMO n°81 dello showroom di STEFANO RICCI, absolute tra i luxury brand dell’abbigliamento uomo, che nell’occasione presenta la sua nuova collezione A/I 2012-2013.

La STEFANO RICCI è sinonimo di classe e raffinatezza nella sartoria da uomo, caratteristiche ottenute grazie alla finissima qualità delle sue realizzazioni.

La scelta accurata dei tessuti grezzi, i motivi disegnati direttamente su carta che rappresentano pattern unici ed irripetibili, la cura resa da una lavorazione fatta esclusivamente a mano: questi gli elementi che garantiscono l’unicità di ogni creazione per un uomo, che predilige abiti senza tempo, a sottolineare il fascino della propria personalità.

Never compromise quality for quantity”, così recita uno dei fondamentali della casa di moda fiorentina.  

Interessante la tendenza a sottolineare come ogni abito sia rifinito con la stessa attenzione che un artista dedica alla sua opera.

Ma allora qual è la posizione della Stefano Ricci nei confronti dell’arte contemporanea?

Filippo Ricci, figlio di Stefano Ricci ci risponde: “L’arte contemporanea mi affascina da tempo ed è per questo motivo che ho deciso di trarne ispirazione per i nostri cataloghi, che sono diventati, ormai da molti anni, un oggetto da collezione. Dopo aver esaurito il filone dedicato alla natura, in particolare al mondo degli animali, di cui il felino rappresenta l’animale bello per eccellenza, ho pensato che arte e moda avessero una connessione così forte che l’idea fosse da sfruttare.

Nasce così il loro primo catalogo dedicato ad uno dei massimi esponenti del Surrealismo, René Magritte: “Il nostro primo catalogo dedicato a Magritte con quadri straordinari vestiti Stefano Ricci. Abbiamo trovato un accordo con la Fondazione di Magritte e siamo andati sino a Bruxelles, per lavorare con fotografie, creatività e stile. “L’uomo con la mela”vestito Stefano Ricci ha avuto un grande successo sulla stampa internazionale.

Ma questa esperienza non è rimasta un episodio singolo, infatti Filippo ci spiega che quello è stato solo l’inizio. Dopo un esponente storico dell’arte, l’attenzione si è rivolta verso un noto  artista contemporaneo, Jack Vettriano.

Da quest’idea è nato un incontro con Jack Vettriano. La sua pittura rappresenta questi uomini molto eleganti con un rapporto molto forte con le donne, di forte impatto espressivo, a volte anche un po’ controverso. Abbiamo studiato il modo di abbinare le nostre creazioni e la sua pittura e anche lui ha sposato quest’idea, sono andato io personalmente a vestire i suoi quadri, questa volta non più con un intervento di post-produzione, ma con la fotografia stessa.

Ricordate la prima sfilata della maison Stefano Ricci, del 26 ottobre scorso a Mosca, per la Volvo Fashion Week, che essi furono chiamati ad inaugurare?

Una data importante a festeggiamento del 40mo anniversario della maison Stefano Ricci, durante la quale lo stilista sottolineò l’importanza della cooperazione con la Russia, dove sono presenti  dal 2005 con la boutique di Bolshaya Dmitrovka di Mosca ed evidenziò come: “In un mondo, come quello della moda, in cui la parola lusso è stata usata spesso a sproposito, voglio mostrare in passerella valori come l’eccellenza di una produzione che si basa sulla tradizione sartoriale, sulle capacità delle maestranze qualificate, su un prodotto autenticamente fatto in Italia che parla di eleganza.” Per l’occasione scesero in  passerella 32 modelli italiani, elegantemente vestiti secondo i canoni della produzione sartoriale della casa di moda fiorentina, indossando camicie di seta, cappotti con interni in zibellino, gemelli e veri gioielli in oro e diamanti.

Gli stessi modelli che hanno rappresentato RICCI a Mosca sono stati chiamati ad essere gli attori dello shooting fotografico “A tribute to Jack Vettriano”, la prima volta che hanno utilizzato modelli veri per i loro servizi fotografici.

Filippo Ricci: “L’arte è grande fonte di ispirazione per il nostro lavoro, sia per la forma ed il colore, ma anche per la realizzazione di campagne pubblicitarie. Le opere sono fonti immaginarie, praticamente un sogno. Se una persona apre una rivista, e vede un quadro rappresentato nella vita vera, è un’emozione in più.”

Arte e moda rappresentano, dunque, un valore aggiunto al Made in Italy e sono due fonti inesauribili che si accrescono vicendevolmente. In questa ottica deve essere letto  il tributo a Jack Vettriano di Stefano Ricci, nel senso cioè di un fluire continuo di idee ed input, che l’arte dona alla moda e che la moda ricambia con il suo linguaggio al mondo dell’arte.

La maison fiorentina non utilizza pertanto il contributo artistico, riducendolo a meri scopi pubblicitari, bensì ne fa nutrimento per creare un prodotto di pregio, che possa arricchire, sia esteticamente, che a livello conoscitivo, il suo consumer.

Non è difficile stupirsi dell’attenzione al gusto del brand STEFANO RICCI dal momento che vive quotidianamente “il museo a cielo aperto della città di Firenze”, tuttavia è fondamentale non stare soltanto sulle spalle dei grandi del passato, come sostiene Filippo Ricci, e dare maggiore attenzione all’arte contemporanea, gettando lo sguardo al presente, rispetto sia ad artisti conosciuti che emergenti.

“Io quando guardo un’opera, guardo al bello, è naturale, ma non è l’aspetto necessario. Ricerco l’emozione che l’opera mi trasmette. E’ l’emozione ciò che permette di ricordare nel tempo.”

L’essere amanti del bello va di pari passo con l’essere collezionisti?” domandiamo.

Filippo ci racconta che: “Nella nostra azienda andremo sicuramente ad inserire qualcosa di particolare. La nostra grande passione è quella delle auto storiche, di cui per adesso abbiamo una collezione esposta all’entrata e che consideriamo un tributo agli anni più belli del design automobilistico italiano, inglese, mondiale. Collezioniamo da sempre oggetti africani di origine tribale, ornamenti, maschere. Spesso la nostra famiglia va in viaggio in Africa per rilassarsi.”

La creatività nasce dal tenere alto l’interesse verso l’ambiente che ci circonda.

A tal proposito Filippo ci svela i suoi segreti per trarre ispirazione: “In questi momenti prendo un auto d’epoca della nostra collezione Jaguar E-type, la macchina di Diabolik per intenderci, per farmi un giro per le colline toscane. Se ho bisogno di creatività? Vado in Africa oppure in uno spazio che abbiamo recentemente acquisito, che è veramente un luogo magico: l’Antico Setificio Toscano. Tutt’oggi qui si lavora ai telai a mano, ancora operativi, alcuni addirittura disegnati da Leonardo da Vinci, che realizzarono i tessuti degli arredamenti del Viminale, del Quirinale, del Cremlino e della Casa Reale di Svezia. Tutto nacque da un dono di questi telai fatto da Cosimo de’ Medici e che portò più tardi, nel 1776, alla nascita del setificio, che oggi continua a produrre dai 40-80cm al giorno.

All’interno dell’Antico Setificio si respira un’aria ricca di creatività ed aggiunge:

“Se un giorno l’arte morisse, morirebbe la creatività nelle persone, che è un valore da preservare sempre e comunque, ci spengeremmo tutti. L’arte è l’espressione del cuore, della mente e della sensibilità, ben venga sempre!

©IlariaD’Adamio

Pubblicato su Artitude.eu il 27/01/12

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