“Sadamelik, le Stelle Fortunate o Alfonsine Vuelte”di Ilaria D’Adamio
Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio“Sadamelik, le Stelle Fortunate o Alfonsine Vuelte” è l’opera illustrata che ho ideato, scritto e disegnato a marzo del 2016, ma che per l’importanza e la forza degli argomenti trattati per me non ha data, né tempo.
Un viaggio fantastico ai confini del mondo, tra cielo e terra, fatto attraverso le acque del mare.
L’esplorazione di un viaggio andata e ritorno fatto partendo dall’analisi della struttura della Cattedrale di Notre-Dame de Paris, i suo TRE PORTALI FRONTALI, i Rosoni laterali e da qui, osservando le Carte del Cielo, partendo dalla Costellazione dell’Acquario, di cui Sadamelik rappresenta un gruppo di stelle conosciute fin dall’Antichità, oltrepassando l’insidiosa nebulosa di Saturno, sino a riscattare il Cuore di Ghiaccio del pianeta viola, Plutone, per tornare di nuovo a casa, sulla Terra, dove nella narrazione la trama si svolge, passando attraverso paesi, luoghi, le cui coordinate riecheggiano le coordinate del cielo.
PROLOGO:
“Si narra di un Uomo che non conosceva il tempo,
che forse era una Donna,
che partì dai confini del mondo
attraversando i mari più profondi
e che salvò molte persone.
Si narra del suo carattere ribelle, indisposto a cedere
di fronte alle facili vittorie e che portava in cuor suo
lo spirito di rivendicazione degli sfruttati
la frustrazione delle catene
l’umiliazione degli oppressi dalle ingiustizie.
Un moto ardente che non si spegneva
e che non sarebbero bastati gli abissi a sopire.
Il vento racconta sempre delle sue braccia protese
e di un grido di dolore
che sgorgò da una conchiglia
per essere udito in ogni dove.
Fulmine squarciò il cielo quando il nero
stava per esser riversato e i mari diventar di colore rosso, la follia fu arrestata dall’inconsapevole e ardita rivolta di chi ancora credeva nella grandezza dell’umanità.
Alla velocità del suono, oltre la luce visibile
l’istinto di vendetta si trasformò in una lucente fede, del coraggio che conosce la veglia, oltre i confini dell’esser quadrato e che segue solo il CUORE.
Questa è la storia di quell’uomo o forse di quella donna che riuscirono nell’intento di salvarli tutti
e di non omettere di alcuno neanche una lettera del nome,
senza distinzioni.
Non riuscirà mai il racconto ad essere alla pari dell’impresa
e non si arresero mai sino a che Nuova Luce fu.
Impararono a discernere il BENE dal male senza fidarsi della vista ma solo seguendo il CUORE.
Si trattò di quella Donna, o forse quell’Uomo che misero prima al riparo la loro ciurma e sconfissero da soli, il potere delle occultazioni
e dei più sordidi interessi, fino a riunirsi insieme per lottare in silenzio.
Fu così che qualcuno, Lassù, decise.
Alfonsine vuelte.
Sadamelik, ossia Le Stelle Fortunate.”
L’incontro fortuito tra un giovane capitano di una nave mercantile ed una ragazza che passava per caso dalla banchina del porto, dove l’imbarcazione si era fermata per una sosta di qualche giorno, si trasforma nella più grande avventura che sfida il coraggio e la passione di un amore appena nato, subito dopo una festa.
La ragazza s’invaghisce perdutamente del giovane capitano con la passione delle scienze naturali che però, l’abbandona al mattino seguente della loro prima notte passata insieme, in maniera inaspettata ed incomprensibile.
Al mattino, quella nave era già partita, insieme al gruppo di amici, da lui capitanati.
Perché?
QUAL ERA STATO IL MOTIVO DI UNA RIPARTENZA CON TANTA FRETTA?
Qualche tempo dopo la ragazza scoprirà che…qualcuno aveva teso una trappola e che a quell’imbarcazione che proveniva dalle coste dell’America del Sud per raggiungere l’Australia, avevano fatto cambiare rotta per farla naufragare.
Un folto gruppo di amici a lei cari venne tratto in salvo da un’imbarcazione battente bandiera inglese che li fece approdare nei pressi delle Isole Canarie, ma qualcuno mancava all’appello…
Mancava proprio lui, Alfonsine, il ragazzo dai bellissimi tratti e dalla vivace intelligenza (che ricorda il mito dell’Acquario, il giovane rapito da Giove per mescere il miele degli Dei), colui che, anche se per la durata di una notte, le aveva “rubato il cuore”.
Dissero che era stato rapito da chi, probabilmente aveva organizzato quel naufragio, per essere portato chissà dove, forse perché erano interessati ad acquisire le sue ricerche. Le sue ricerche o i suoi poteri?
La notizia fu recapitata alla ragazza per lettera da un giovane cavaliere: lei decise di partire per liberarlo e fu accompagnata nel viaggio da quest’ultimo con cui, grazie all’aiuto della Donna della Pace e di un giovane guida, riuscirono a liberare molte vite imprigionate sulla Nebulosa di Saturno e a “rubare il serpente” a chi se ne era appropriato indebitamente, per riportarlo al Maestro.
Da qui, la protagonista prosegue il viaggio da sola attraverso le tempeste di neve e fulmini per il mare che portava su Plutone.
Una volta giunta sul pianeta, divincolandosi per tortuosi sentieri scavati nella roccia, aprirà la porta di una prigione/tomba in cui troverà Alfonsine, che all’improvviso le sembrò in maniera vivida lo stesso cavaliere che l’aveva accompagnata su Saturno…
Di colpo, l’immagine di fronte ai suoi occhi, cambiò e fu quella di un terribile mostro, di un’oscura figura, conosciuta come la Macchina della Morte che teneva incatenati il suo amore e una donna, lei stessa?
In quel momento la velocità dell’azione e l’istinto la fecero reagire ed uccise con un dardo al cuore ed alla testa l’orribile mostro.
Il ragazzo e la donna, lei, si trovarono catapultati fuori da quell’orribile luogo e risalirono, sfuggendo ai lapilli, da quelle tombe, poste dal pianeta declassato in corrispondenza delle isole dove le coordinate geografiche del pianeta Terra finiscono.
Il Maestro venne in loro aiuto, gli riconsegnarono il serpente che spettava solo agli ALTI FINI della CURA, messa in essere della SCIENZA MEDICA e lui li trasportò lungo un fiume sino in superficie.
Di colpo, la coppia si trovò catapultata fuori e come risvegliandosi da un incubo, i due si trovarono avvinghiati sul pavimento di una grande cattedrale, qual’era?
Tornarono dal Portone Centrale della Cattedrale di Notre-Dame de Paris, come la prima volta, distesi però su quello che era il pavimento della Cattedrale di Siena che riporta la scritta “Ciò che sta in alto è uguale a ciò che sta in basso”.
I 400 RINACQUERO. LA NAVE RIPRESE A VOLARE.
L’uomo e la donna uscirono dal portale tenendosi per mano e fuori ad aspettarli, ritrovarono tutte le persone a loro care e gli amici di sempre.
L’INCARICATO DEL MAESTRO COSTRUI’ DUE GIOIELLI, DUE CUORI DI DIAMANTI SU UN LEGGIO PER LA MUSICA, a colmare le ferite dell’anima di quell’uomo e di quella donna che si erano salvati, grazie alla forza dell’AMORE.
L’IMMAGINE CONCLUSIVA rappresenta il ritratto di una DONNA che esclama in maniera perentoria e definitiva questa frase: “QUANTO DI POSITIVO E’ FATTO, RESTA SEMPRE!”.
All’interno di “Sadamelik, le Stelle Fortunate o Alfonsine Vuelte” è PRESENTE come storia nella storia “Bucaneve e Fior di Rugiada”.
La storia include disegni, scritti e ritratti: n.131 nella sua stesura originaria manuale.
“Sadamelik, le Stelle Fortunate o Alfonsine Vuelte” di Ilaria D’Adamio.
Ilaria D’Adamio



