IL SIGILLO DEL CUORE
Articolo scritto da: Ilaria D'AdamioIL SIGILLO DEL CUORE di Ilaria D’Adamio
La tenda, ogni sera apriva per scender, gli scalini del cuore. A chiocciola, la scala illuminata, nella penombra, flebile luce di candela, che strappa le ragnatele dei ricordi sbagliati. Al rotear nella profondità, corrispondenza d’innalzamento. Gente per strada, scala affollata. Moltitudine a domandar le risposte, di una vita sconosciuta. Gentili, di lei, le attenzioni, nell’anteporre gli altri, a sé. La meta? Lacerante separazione. Sempre più lontana. Imparò a non ceder alla distrazione, per non perder il tempo, della strada, unica sua visione. Scendeva in solitudine, negli occhi, una luce, soltanto. Volto di cavaliere, impresso, di sogno, che fu. Tempo era fuggito… Nel dubbio, il monito: vagava una vecchia, nella direzione opposta. Ai piedi, scarpe troppo piccole per lei. In fretta! Cariatidi, ai muri, resti di sale dell’amor, l’aver dubitato. Amore che, giungesti, in sacrificio per me, la salvezza, di un dono, un giorno. Vento che accarezzi il volto, guidami sulla battigia, dove batte l’onda del suo mare. Scala che scendi nell’acqua, cingila di coralli, per farla proseguire. Di amor svelato, il ricongiungimento, nel suo specchio, il riflesso di lui, che l’attesa, valse il tesoro, dell’apertura del sigillo del suo cuore.
ILARIA D’ADAMIO (scritto il 17/12/2014 ore 00,09)



