“Cenerentola” DI ILARIA D’ADAMIO
Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio“Cenerentola” DI ILARIA D’ADAMIO
Piegato sul pavimento di una stanza, un grembiule, strofinaccio alla mano, faceva trascorrere le sue giornate. Lavoro, ogni giorno da rifare, a causa dei dispetti delle sorellastre dagli arcigni nomi: Anastasia e Genoveffa, due collane volgari e di bassa lega, che passavano l’intera giornata allo specchio, pesticciando dove Grembiule aveva appena lustrato. La matrigna, un mezzo busto dal lungo collo, se ne stava lì a sorvegliare che le ricchezze del marito acquisito, nonché padre del fiore di rugiada, costretto nel grembiule, non servissero che alle oziose perle finte delle figlie, per prender marito. Il grembiule non finiva mai con gli umili lavori, continuando a rispondere ai dispotici richiami, con gentili ricami a forma di sorriso. Senza prospettive, viveva giorno per giorno, ovviando al peso delle speranze disattese, cantando morbide note di usignolo che, spensierato, vola a visitar nuovi paesi.
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In casa, un giorno, andò in scena un gran fervore di preparativi con le arpie delle collane, che zampillavano a destra e a sinistra. Che accadde? Era una gran festa a corte, organizzata per il Principe Azzurro, a dover trovar sua sposa. Agghindate tra fiocchi e cipria, le due collane uscirono sotto la supervisione di madre Mezzobusto, seminando, al loro passaggio, su Grembiule, anch’essa invitata, così tanta polvere di vanitosa civetteria, che quest’ultima fu costretta a restare a casa, per ripulire tutta quella sporcizia. – Ci sei rimasta male?- squittirono i topolini. – Pazienza, tanto poi non sono che un manico di scopa!- esclamò Grembiule, riflessa nello specchio.
Ad un tratto… “Salagadula, mencica bula, bibbidibobbidi-bu”, una fata agitò una bacchetta magica e….a queste parole Grembiule si trasformò in due meravigliose scarpette di cristallo. A bordo di una carrozza a forma di zucca: – Di corsa a Palazzo!
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– Attenta, Grembiule, che a mezzanotte l’incantesimo finirà! – la mise in guardia la Fata. Entrò per ultima al Gran Ballo, la sua bellezza riluceva a tal punto che il Principe Azzurro, annoiato per il defilé superfluo a cui aveva assistito fino a quel momento, si risvegliò di colpo, invitandola a danzare. Il ballo tra i due durò tutta la notte, senza dar mai cenno a voler finire. Non evitò di suscitare l’invidia di tutte le invitate rivali, tra cui le sorellastre che, in quei panni, non la riconobbero. Tutti si domandarono chi mai, quelle due scarpette fossero. Ma al rintoccar della mezzanotte, Grembiule dovette proprio scappare. Non dette spiegazioni al Principe, che restò di stucco senza il tempo di conoscere l’identità di quella meravigliosa creatura. Nella foga della corsa, perse una scarpetta.
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Appena in tempo per ricominciare, all’indomani, la solita vita, affaccendata. Fu così, che non ci pensò più, per non disperare e nel secchio per pulire, non affogare. Ma il Principe non poteva scordare il brillare semplice di quell’unica stella, che nella timida classe senza pretese, la testa davvero gli aveva fatto girare. Fu così che la fece cercare. Il Ciambellano non tardò a bussare alla porta. Le collane non riuscirono, i loro piedi, a far entrare, diventando rosse per la rabbia. – Un altro giro, un altro errore!- esclamò il Ciambellano, che stava per andarsene sconsolato, quando all’improvviso notò Grembiule in un angolo, intenta a rassettare. Era improbabile, ma valeva la pena tentare. – Impossibile!- urlò il Grido delle sorellastre impaurite. La scarpetta finì per terra in mille pezzetti. A quel punto Grembiule tolse dalla tasca, l’altra scarpetta che aveva serbato, solo per ricordo. La provò. Calzò alla perfezione.
Grembiule scivolò dentro alla scarpetta di cristallo, che dell’incrollabile nobiltà d’animo di fronte alle difficoltà, nella purezza dello spirito del cristallo, s’elevò a simbolo. Venne, così, portata a corte con tutto il suo bagaglio di ricordi e desideri inespressi. Al cospetto del Principe Azzurro, Grembiule si trasformò in una bellissima fanciulla, ai più nota come Cenerentola. Le campane suonarono a nozze, come mai udito prima, tant’è che in molti ancora ne parlano.
DA “CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Indice
1. Cuore di Fiaba 2. Proiezioni Mosse 3. 43 Secondi 4. “5+7” 5. Coltelli 6. Barbablù 7. X2 8. Embrace, come abbraccio 9. Alzando gli occhi al Cielo in segno di sdegno 10. Spirali 11. Eclissi 12. In Sogno 13. Lino e i Tre Bicchieri 14. Gaia 15. Lo Strappo 16. Il Cavaliere che sconfisse la Morte 17. Empatia 18. La Scelta
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19. Il Segreto di Au 20. Il Cammino di Psiche 21. Il Principe Ranocchio 22. Lo Specchio Innamorato 23. La Bella e la Bestia 24. Diciassette. Ancora da scrivere 25. Una Stella
SCHEDA LIBRO:
“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Che cos’è l’amore? Continua ricerca del sentire in perfetta armonia: semplice, ma non facile, da provare, difficile da realizzare. Per districarsi al di là delle apparenze di ragnatele, intessute ad arte dalla trama della vita, vengono in soccorso, frammenti di poesia e scorie di fiaba, che riecheggiano nel nostro cuore, ricordandoci della purezza. Qualità da difendere, come valorosi cavalieri, per superare le molteplici prove che prevedono scelte complicate, ripartendo ogni volta da noi stessi. Ecco la strada, l’Amore arriverà…
Libro che raccoglie poesie, racconti e fiabe, dedicate al tema dell’amore. Si struttura come un percorso in crescendo, a partire dal suo aspetto tragico, passando per il mistero, sino a raggiungere il niveau ideale.
Da “CUORE DI FIABA Omaggio imperfetto all’Amore Perfetto”di Ilaria D’Adamio_scritto tra il 27/11/2013 ed il 16/12/2013 in versione redux ore 14.55, il 18/12/2013 ore 12.22, 14.00, 14.03 e raccolto il 29/12/2013 ore 00.31_di Ilaria D’Adamio.



