AMORE DI COPPIA
Articolo scritto da: Ilaria D'AdamioAMORE DI COPPIA di ILARIA D’Adamio
Nascere da una coppia innamorata è una fortuna. Confermo di essere stata una bimba felice. Non crediate però che sia stato tutto rose e fiori sempre. Marito e moglie innamorati con grandi progetti per il futuro ha significato per i protagonisti un grande lavoro. Un impegno continuo, in cui uno lavora sempre di più dell’altro per evitare che la routine prenda il sopravvento. Attenzione alle parole, però! Quelle parole non necessarie per starsi accanto, lasciandosi andare alla passione e alla dolcezza, nutrite di rispetto, assumono un peso fondamentale se il tono dell’uno esce per un attimo dai binari, sconvolgendo quei sottili contrappesi. Ecco la miccia che complice la stanchezza scatena la polemica. Discussione dopo l’altra, chiarimento su chiarimento la coppia scrive. Si crea il fatidico archivio del pregiudizio. Anno dopo anno, la coppia impara ad evitare la discussione, ma si crea un velo di sottile rinuncia al farsi intendere, lasciando credere all’altro che tutto vada bene, quando, invece, proprio così non è. E’ una parentesi giustificativa, un punto di sospensione, scaturito dall’evitare la polemica e lo scontro per non ferire l’altro. Il pregiudizio sta lì, mantenuto in vita come una spora affinché l’equilibrio non si rompa. Accetta oggi, accetta domani qualcosa vacilla e quando il fiume rompe gli argini l’alluvione circostante inonda tutto quello che trova. In quegli anni a me tirarono un salvagente: salvata dalle acque per ritrovarmi nella posizione di arbitro. Fu in quel momento che capii quanto, pur avendo vissuto così tanto insieme a quella coppia appassionata, nessuno, neanche un figlio può capire cosa succede tra moglie e marito. Mi feci da parte, osservando e restando presente su richiesta. Non fu per niente facile mettere da parte i miei sentimenti per restare obiettiva. Ad un certo punto compresi: molti anni dopo però. Mai evitare la discussione! Mai alimentare la polemica! Credo sia questo il segreto che dietro le parole graffianti che risuonano forti porta le coppie che si amano a restare unite nonostante le difficoltà. Le altre? Si lasciano, non reggono alla tensione. In quei dieci minuti di accuse indomite avete mai provato ad inserirvi da esterno con una pausa che muove al sorriso? Ruberete una lieve vibrazione sui bronci o bloccherete lo sbraitare di entrambi. Avrete la misura di quanto quel fumo melodrammatico possa risolversi facilmente in un abbraccio. Una stretta affettuosa, in cui inizialmente ognuno resta un po’ chiuso all’interno del suo orgoglio, aprendosi poco dopo, però, alla ritrovata necessità dell’altro. Un abbraccio che svela il mistero del perché, dietro un’apparente abitudine costellata di pregiudizi, risultato di vecchie ferite, ci sia sempre quella forza importante che muove l’uno verso l’altro. La forza sta nel superare i confini per sentire l’altro. Basta che la lite non sia più spesso abbrutente e distruttiva che chiarificatrice. Il rispetto deve essere tutelato, mai messo sotto i piedi. Uno sforzo reciproco, il coraggio di rivedere le proprie posizioni per ascoltare l’altro. La perfezione non è di questo mondo, ma la si può coltivare. L’amore, invece, appartiene anche a questo mondo imperfetto. In silenzio in compagnia dell’autocritica, affinché resti di grado superiore all’offesa della sensibilità. Evitare di attribuire le proprie colpe all’altro. Prima di scattare, basterebbe ricordare l’importanza di chi si ha di fronte, lasciando sfumare un battibecco in una risata complice, piuttosto che alimentare la lite. Non scade nella finzione dell’indifferenza se non si dà niente per scontato e siamo in due sul cammino a ricercare l’equilibrio. Nei progetti insieme, l’essere costruttivi. Poche le parole importanti da dire in una vita. Nonostante le discussioni, quella coppia ha saputo sempre trovarle. Per stringersi sempre e di nuovo in un caldo abbraccio: questo il segreto.
ILARIA D’ADAMIO (scritto il 01/04/2014 ore 01.41)



