“NOI soltanto” Di Ilaria D’Adamio

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“NOI soltanto”
Di Ilaria D’Adamio

Altro fu il mondo, in cui ti conobbi. Una targa ne riportava il leit motiv.
Quella strana coincidenza scritta in tedesco, capitata ad entrambi nella vita.
Una casualità dal volto di donna, per te, incrociata per me, nello sguardo di un uomo.
Incontro fortuito, il nostro, invece. Apparve poi, chiara, la trama.
Qualcuno disse che Dio giocava a dadi, quando creò questa terra.
Visione ristretta nella realtà, fino a quell’istante in cui i nostri occhi furono risvegliati, aprendosi ad una moltitudine di personaggi interiori, esistenti dalla sconosciuta identità.
Decidesti in solitudine, ma compresi.
A ricercare il bandolo della matassa, sciogliendo i fili dei falsi incroci per giungere al riflesso della chiarezza, della verità sgombra dalle apparenze.
C’era del tempo da tagliare! Occorreva viaggiare per muovere all’indietro e darci quell’unica possibilità, fallita in precedenza per gli inganni del velo, non ancora squarciato.
Andare indietro nel tempo? Per trovare la strada giusta, è possibile!
Non sapevo chi fossi, ma appartenevi alla mia vita da quando ero nata.
Quante volte ti avevo visto, senza mai scorgerti.
Il nostro incontro, arrivò. Una fiamma infuocata travolse l’essenza.
Labbra si attraversano, posandosi languide.
Un eterno presente in un frammento di (ricordo) secondo.
Ti riconobbi.
Eri tu: la mia esatta replica, forgiata al maschile.
Anime alla ricerca, le nostre, salirono scalini di mondi senza mai incontrarsi, fino a quando tu non mi cercasti in quest’altra dimensione, parallela alla tua.
Gettata l’esca dell’amore, non potevo sopportare il tuo abbandono nel silenzio.
Quell’assenza di parole che coglieva i miei pensieri, riusciva ad accarezzare il tesoro che stava dietro ai miei goffi tentativi di spiegare i sentimenti. Limite di una timidezza, disegnata nella forma di grafemi che non bastano a risolvere l’elevazione del sentire.
L’equazione del cuore, un calcolo difficile da risolvere.
Mi rassicurasti prima di partire. Saresti tornato un giorno, ma forse, mi avevi già rapita per sempre.
Molta strada percorsero i miei piedi, fino a quando non giunsi davanti a questo foglio bianco, di cui visualizzo solo adesso, l’immagine del reticolo che lo sottende.
Un foglio bianco, non lo è mai, sino a quando esisterà qualcuno che lo guarda, colorandolo con le proprie emozioni.
Ha tinte forti, il mio disegno. I chiaroscuri hanno costellato il percorso.
Dopo i bivi, sui declivi dell’ingannevole messa a fuoco, l’inquadratura tornò ad essere nitida.
La sacralità dell’informazione, disciolta in pura energia, si tradusse in materia.
Il disegno comparve.
Due strade correvano parallele, ma stavolta la scelta era stata già fatta.
Un uomo ed una donna risalgono insieme lo stesso binario.
Magnetico, il campo che emana dal loro abbraccio.
Nella musica, l’armonia di mani che sfiorano il corpo per restare in equilibrio, sospesi nel vuoto:
NOI, SOLTANTO.
Spazio tra loro. Quel respiro vitale che proteggerà il futuro di una nuova vita.
Adesso, il disegno è chiaro. Ha il tuo volto. Sei tornato, allora!
Sorrido. Stai davanti a me: ti chiami AMORE.

 

“NOI soltanto” Di Ilaria D’Adamio è stato pubblicato all’interno del volume “Proprio qui, proprio ora” del Concorso Letterario “L’IMMAGINE PARLA” VIII Edizione- anno 2014, a pag. 161, indetta dall’Associazione Culturale Il Maestrale, arte cultura società, provincia di Brescia.
“NOI soltanto”
Di Ilaria D’Adamio

I commenti sono chiusi.