“La Scelta” DI ILARIA D’ADAMIO

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“La Scelta” DI ILARIA D’ADAMIO
A Michelangelo Buonarroti

Mani che si bagnano di terra umida, morbido velluto informe, solo da modellare.

Impastano, con le dita sporche per capire le sequenze, inscritte nel crogiuolo. Non v’è esame più preciso, che di quello nato dal sentire semplice e raffinato, in ascolto dell’energia, svelata. Difficile districarsi tra gli eventi, complicato comprendere dietro quelle tende, dalle apparenze conturbanti che inducono in molteplici direzioni.

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Difficile il tornare indietro. Non impossibile, se necessario. Spesso molto doloroso. Gli errori? Le strade dell’inconsapevolezza, per sbaglio, imboccate, tradendo i campanelli del battito pulsante, che inavvertitamente suonavano, in allarme, la ritirata. Eppure accadono. Non siamo abituati ad ascoltare il linguaggio del cuore. Non è cedere al sentimentalismo, ma ogni giorno, senza accorgersene accadono fatti, trombe che precedono rivoluzioni interne. Alterano la sincronia del battito, disequilibri alla nostra meccanica.

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Mani in pasta mescolano materia informe, a ricercarne la forma.

Nasce da un’idea, ispirazione fatta di sogno, ma in che cosa va a finire? Il risultato è spesso diverso dall’immagine iniziale. E’ frutto di un lavoro, duro, la cui materia prima è noi stessi. Particolare che, se omesso, porterà solo ad infinite riproduzioni di un’idea, sterile, perché falsa. La differenza è indotta dal metodo. Avvicinarsi al sentire ponderato è una necessità, imbevuta di verità.

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Modellare la materia, inseguendo la forma in costruzione.

Individuarla, prima, poi, sarà lei a spiegarci la sua identità.

È scartare i frammenti superflui che, scolpendo, avvolgono il vero nucleo da fare emergere che, si staglierà, poi, in tutta la sua bellezza. Quando fermarsi nel levigare? Fino a quando c’è da scartare, con coraggio. Il segreto sta nella scelta, la più ardua, grida a non fermarsi sino a quando non si giungerà al sentire completo.

Allenarsi a guardare dietro le apparenze della materia, a ritroso, a reperir le tracce di sentieri sconnessi, che alla fine diventeranno uno.

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Qui facciamo incontri con vite passate, legami soffiati dal karma, che ritorna nel presente e combatte per l’unione con noi. Ammaliante, o d’animo puro, ma non è detto che vada per la stessa strada del nostro destino. Scelte difficili, che con l’amore, sembrano cozzare, a volte, sul momento uccidono dentro, ma aiutano a smascherare affetti profondi, che si celano dietro le finte sembianze dell’amore che fa per noi. Ci sentiremo narcisi. Ci odieremo per questo. Nell’egoismo positivo, da cui, dopo esser morti più volte, si rinasce. Ma saremo stati veri, umili e sinceri, non accettando di recitare solo una parte nella nostra vita.

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La forma si dà con amore.

Quello che si trova lungo il nostro unico e irripetibile cammino, accompagnato da questo corpo temporaneo, a cui stiamo dando la forgia. Un macchinario di alta precisione, da cui nascerà una rosa, solo se la terra è quella giusta. Occorre, altrimenti, intervenire a rimescolarla, per renderla fertile. Quando è buona, invece, basterà tarare il macchinario, di volta in volta, prendendosi cura degli ingranaggi, affinché siano ben oliati.

Ma c’è anche altro. Qui, nel presente. Esistono incontri, che seguono Ananke. Seguirli è il solo modo per vivere nella pienezza dell’essenza, in divenire. Ci vuole coraggio per riconoscerli. E’ secondario che tutto appaia in discesa, l’essenza che li contraddistingue è potente.

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Puro riflesso di luce. Staccarsene, quasi impossibile, credere fossero solo materia di sogno, per un istante realizzata. Superare l’influenza, bucare la tela, per trovare la strada della luce, tappezzata di un amore potente, capace in un istante, di far uscire la spada dalla roccia, combattendo senza paura. L’opera prende forma, perché consapevoli di essere sulla strada giusta, senza conoscere la destinazione finale. Quale? Non ce lo chiederemo più.

Andremo avanti a decriptare la realtà della materia, intessuta di spiritualità, ad individuare le maglie, solo raffinando, nell’intuizione, l’ascolto delle esigenze dell’anima.

La scelta si esprime come un grido di dolore. Serve ad avallare l’alchimia della forma. Staccarsi dal passato, per vibrare nel qui e ora. Il futuro? Soltanto, il cambiamento apportato nel mondo, plasmando la nostra materia.

E’ così che alla fine nasce l’opera. Sarà un’opera d’arte. Accorgendosi, ad un tratto, di essere di fronte alla realizzazione, di essere stati tenaci abbastanza, di aver dato vita, dalla roccia, alla forma inscritta nell’anima del nostro cuore.
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DA “CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
“La Scelta” DI ILARIA D’ADAMIO

Indice
1. Cuore di Fiaba 2. Proiezioni Mosse 3. 43 Secondi 4. “5+7” 5. Coltelli 6. Barbablù 7. X2 8. Embrace, come abbraccio 9. Alzando gli occhi al Cielo in segno di sdegno 10. Spirali 11. Eclissi 12. In Sogno 13. Lino e i Tre Bicchieri 14. Gaia 15. Lo Strappo 16. Il Cavaliere che sconfisse la Morte 17. Empatia 18. La Scelta
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19. Il Segreto di Au 20. Il Cammino di Psiche 21. Il Principe Ranocchio 22. Lo Specchio Innamorato 23. La Bella e la Bestia 24. Diciassette. Ancora da scrivere 25. Una Stella

 

SCHEDA LIBRO:

“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio

Che cos’è l’amore? Continua ricerca del sentire in perfetta armonia: semplice, ma non facile, da provare, difficile da realizzare. Per districarsi al di là delle apparenze di ragnatele, intessute ad arte dalla trama della vita, vengono in soccorso, frammenti di poesia e scorie di fiaba, che riecheggiano nel nostro cuore, ricordandoci della purezza. Qualità da difendere, come valorosi cavalieri, per superare le molteplici prove che prevedono scelte complicate, ripartendo ogni volta da noi stessi. Ecco la strada, l’Amore arriverà…

Libro che raccoglie poesie, racconti e fiabe, dedicate al tema dell’amore. Si struttura come un percorso in crescendo, a partire dal suo aspetto tragico, passando per il mistero, sino a raggiungere il niveau ideale.

Da “CUORE DI FIABA Omaggio imperfetto all’Amore Perfetto”di Ilaria D’Adamio_scritto tra il 27/11/2013 ed il 16/12/2013 in versione redux ore 14.55, il  18/12/2013 ore 12.22, 14.00, 14.03 e raccolto il 29/12/2013 ore 00.31_di Ilaria D’Adamio.

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