IL MIO PRIMO ROMANZO: “LA FENICE SURRETTIZIA”

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

Alla fine di luglio del 2013 conclusi il mio primo libro, di cui riporto una sintesi qui sotto:

SCHEDA LIBRO:
LA FENICE SURRETTIZIA – Versione del 01 agosto 2013-

Favola moderna e surreale dalla struttura circolare, con due epiloghi. La trama fantastica descrive il percorso di maturazione dell’individuo, attraverso la Scienza Sacra dell’Alchimia, offrendo una riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea, nella cornice di unA Firenze odierna, arricchita da continui riferimenti al Rinascimento e ad altri periodi storici. Cinque QUADRI, risultato della libera interpretazione in chiave scientifica e psicologica di alcune opere di Shakespeare, scandiscono le fasi di crescita del carattere dei protagonisti.

Il protagonista è un giovane scienziato (alchimista), Amleto Nicholas De Fiamme, che è alla ricerca della sua pietra filosofale (salvare l’umanità). Le vicissitudini che vive, lo vedono costretto ad “uscire dal dubbio” per andare avanti e, superando sé stesso, uscire dalla selva interiore ed esteriore (Inferno di Dante). Il suo nemico è rappresentato dal suo doppio, il fratello gemello, Riccardo, che gestisce il traffico di droga e prostituzione in città e che sta per mettere in atto un piano nefasto che lo vedrebbe trionfare, come il Signore del materialismo e del dominio delle menti. Miriam, invece, è l’essenza femminile per eccellenza, contemporaneamente la bimba da salvare, sensualità e femme idèale. E’, inoltre, la versione femminile di Amleto allo specchio, avanti nel suo percorso rispetto a lui, incarna “la particella divina”, insita in ogni essere umano. Miriam, nel suo nome, il riferimento alla bambina del Golem di Meyrinck. Sarà, infatti, lei a strappare la forza a Riccardo con l’atto simbolico di rubargli il medaglione. Il fatto che Miriam ad un tratto non sia più muta è simbolico del fatto che Amleto, alla fine parla lo stesso linguaggio di lei, essendo cresciuto.

E’ da notare, come nella realtà, sia Shakespeare che Meyrinck, pare abbiano avuto a che fare con l’Alchimia nella loro vita.

Gli step che Amleto compie durante il suo percorso lo portano ad una progressiva presa di coscienza di se stesso. L’alchimia è vista, in questo caso, come la Scienza Sacra capace di far progredire l’individuo in un percorso “iniziatico” di maturazione (Jung) che giunge, attraversando molteplici stati di coscienza, alla realizzazione personale, dunque alla salvezza della Rosa dell’anima.

Gli altri personaggi fungono da aiuto o disturbo al percorso del protagonista principale. Ne è esempio Giulio Rucellari, conosciuto come Guanto di Velluto, la cui identità è molteplice: ladro, maestro massone e amico di Amleto. Altro carattere decisivo è Lapo che nel suo essere braccio destro di Riccardo suggerisce l’idea del delinquente semplice dai valori ancora ben saldi, di cui, però, è inconsapevole.

Negli sporadici, ma decisivi dialoghi con la Madre e il Padre si racchiude l’importanza della famiglia e l’influenza che ha nello sviluppo dell’individuo.

L’andamento della plot procede avanti ed indietro nel tempo lineare, circolare e percettivo, dove la realtà appare dissolversi ad un tratto per il protagonista, entrando nel Mondo dei Quanti, possibili in contemporanea (I EPILOGO- Realtà di sogno-incubo), per poi tornare, come deve essere, nel Mondo Reale Lineare (II EPILOGO- dove emerge la morale della favola).

Il romanzo è intervallato da CINQUE QUADRI poetici, che scandiscono in maniera simbolica le fasi del libro: una libera interpretazione, appunto, delle opere di Shakespeare, in chiave psicologica e scientifica.

Il simbolo della SPIRALE suggerisce la possibile contemporaneità del passato, presente, futuro; l’influenza degli avi, quindi delle costellazioni familiari sulla progressione di un individuo che ricerca la realizzazione. La progressione individuale dell’anima, della vita, tesori inscritti rispettivamente nel cuore e nella mente (quando tende a zero vi è l’annichilimento dell’individuo, quando tende all’infinito c’è l’apertura alla vita che si profilerà in tutta la sua bellezza e non negli eccessi e nella violenza, solo se l’uomo sarà capace di scegliere (libero arbitrio) a favore dell’amore).

A realizzazione avvenuta, il raggiungimento della pietra filosofale (la conclusione dell’Opera di Amleto), i risultati vengono ridistribuiti, infatti, sotto forma di doni nella cerchia familiare, prima, in quella degli amici, poi ed infine nella società intera. L’importanza della cerchia è rappresentata dalla massoneria, che nell’accezione di Amleto significa Fratellanza Universale.
Amleto offre, infatti, un modello “rivoluzionario e curativo” della società materialistica e consumista, dove l’uomo torni a stare al centro dell’attenzione con il valore aggiunto che è in grado di inserire in tutto quello che fa. Si parla in particolare dell’uomo artigiano, perché veicola un saper fare che unisce corpo (mani), intelletto e cuore.

Struttura del libro:

– Prologo: Il Lupo e il Fiore
– Inizio del romanzo
– Quadro I: Il Teorema di Incompletezza di Amleto I-II (riferimento scientifico al I e II Teorema di Gödel- matematico; psicologicamente, invece, Amleto rappresenta il dubbio, dettato dall’intelletto. Quando l’individuo esce da se stesso, guardandosi dall’esterno, progredisce, risolvendo i problemi. Nel Teorema di Gödel si enuncia, infatti, la necessità di creare un altro sistema matematico che includa il primo, dotato di una regola d’inferenza in più, per comprenderlo e arrivare alla soluzione. Amleto ne è il simbolo: riesce a guarire, quando salta fuori da se stesso, prima nel mondo dei possibili e poi di nuovo, nella realtà, trovando la forza necessaria nel suo cuore, aiutato dagli esempi di Giulio e Miriam).
– Quadro II: Riccardo III- Della Gabbia Riflessa (riferimento psicologico alla teoria del Bambino Interiore, con i conseguenti effetti di problematiche di rimozione o repressione nell’individuo, che generano la rabbia e la malvagità. Stadi superabili solo iniziando e portando a termine un processo, in cui l’individuo si prenda cura del sé).
– Quadro III: Otello- della Voliera (è il dramma dell’amore morboso e della gelosia, rappresentato dal rapporto tra Miriam e Riccardo. Un legame distruttivo che porta all’esaurimento, sino a quando non viene superato lo step dell’apertura della voliera, simbolo di una fiducia rinata)
– Quadro IV: Romeo e Giulietta – dello Scrigno (è la tragedia dell’amore platonico ed ideale, impossibile da realizzare nella realtà, almeno che i protagonisti non lo traducano nella pienezza di una relazione interdipendente ed appagante. E’ rappresentato dall’amore tra Amleto e Miriam, il cui epilogo, infatti, prevede un lieto fine, grazie al fatto che entrambi i personaggi hanno saputo “scegliere”, hanno superato i loro limiti interiori e adesso, coscienti di sé, possono viversi nella purezza e nella forza di un amore continuamente vivificato)
– Quadro V: La Tempesta – della Sezione Aurea (protagonista qui è il Libero Arbitrio, rappresentato dalla rottura voluta della bacchetta magica, da parte di Prospero. E’ l’emblema della facoltà dell’essere umano di percorrere un cammino di felicità, unendo cuore ed intelletto nelle scelte che portano alla realizzazione dello spirito, continuando ad imparare dai propri errori. La magia non è più necessaria. Lo scritto poetico delinea dei disegni che sovrapposti disegnano l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, interessato alla magia, oltre che genio della Scienza ed inventore. Il rapporto che si evince dall’Uomo Vitruviano, non è che la Sezione Aurea. La Sezione Aurea, appunto, che altro non è che il rapporto alla base della Spira Mirabilis di Amleto, simbolo di unione di verità e bellezza nell’armonia del micro e del macro, del passato, presente e futuro (eterno ritorno) in arte, in natura, come nella mente umana).

I primi giorni di agosto 2013 lo pubblicai senza cedere i diritti sul portale Ilmiolibro.it, una scelta spinta dal non avere i soldi per pubblicare da me o presso altre case editrici che nonostante i miei molteplici tentativi, non si sono mai degnate di darmi una risposta.

Una scelta, quella di suddetta pubblicazione, che non rifarei, visto che da quel momento ho assistito al propagarsi della sfilata delle ovvietà, ossia alla continua scopiazzatura del mio libro in tutte le salse, titolo e contenuti compresi, malamente e maldestramente ricalcati, in cui tanti venivano incoronati scrittori di successo, a parte l’unica che il libro l’aveva scritto davvero: io!!!

Ignara ancora dei meccanismi editoriali, almeno in Italia, decisi di iscrivere la mia opera ad alcuni concorsi letterari, tra cui:

  • RAI_ERI LA GIARA – 3°EDIZIONE 2013-2014 in data 27/12/2013

Torneo Letterario IoScrittore EDIZIONE 2014 in data 2/2/2014

Non ho mai ricevuto né una risposta, né un feedback.

A causa e sulla base di questa esperienza negativa, decisi che quando avrei riedito il mio primo romanzo, l’avrei fatto da sola.
Ritengo pertanto il mio romanzo ancora un “quasi inedito”, di cui non é stata venduta neanche una copia.
Le copie da me realizzate all’inizio, tra pubblicate e regalate e soprattutto atte al riediting di mia mano, siano in circa n.15.

Ilaria D’Adamio

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