REPORTAGE di Viaggio: la mia visione OLISTICA
Articolo scritto da: Ilaria D'AdamioScrittura di Viaggio
Sono cresciuta con la curiosità addosso, con l’inesauribile bisogno di conoscere. Formata da mia madre ad osservare il tragitto e a non focalizzarsi soltanto sulla meta.
C’è chi dice che la propensione all’avventura dipenda da un gene presente nel nostro DNA, c’é chi parla “di superamento delle esistenze trascorse”…in questo caso Galileo Galilei non è stato per me soltanto un semplice riferimento, studiato sui libri di scuola.
Sia quel che sia…ciò che resta è la voglia di vedere, mettersi in collegamento con il mondo esterno, per comprendere (farsi solo un’idea) e poi, cercare di rendere l’esperienza fatta con i nostri sensi e dunque narrare.
COME NARRARE
La consapevolezza che ogni narrazione è soggettiva, nonostante l’instancabile ricerca di razionalizzare l’esperienza, tendendo all’oggettività.
GLI STRUMENTI
Molteplici i linguaggi che permettono di esprimere il nostro viaggio…parlando di me?
In particolare SCRITTURA, FOTOGRAFIA e DISEGNO…e molto altro!
Come ci sono arrivata? Semplicemente seguendo un alone immateriale, fatto di emozione ed estrema considerazione e rispetto del mezzo utilizzato.
DAL PICCOLO AL GRANDE
Io scrivo come un bambino che scatta fotografie sul mondo che impara a conoscere.
Io fotografo, cercando la poesia del non visibile.
DAL GRANDE AL PICCOLO
Il mondo che si conosce ci dà la possibilità di crescere, mettendo a confronto storie, storie che documentano la NATURA, storie che parlano di CULTURE DIVERSE dalla propria.
UNA CORRISPONDENZA BIUNIVOCA
Due flussi, interno/esterno, piccolo/grande che portano a RICENTRARSI SU SE STESSI.
Intuizione e curiosità mettono in moto il nostro corpo, al fine di fare esperienza.
Esperienza, filtrata dalla personale sensibilità, arricchita dalle conoscenze pregresse, che non devono mai diventare il nostro LIMITE, a causa dell’inevitabile processo di formazione di formae mentis, responsabili spesso di “letture precostituite”.
Espressione dell’esperienza mettendo l’accento sul MESSAGGIO.
IL CONTENUTO della nostra narrazione, quando onesto, diventa uno strumento di comunicazione molto importante, sino a farsi
MESSAGGIO di DIALOGO tra le CULTURE PER LA CRESCITA DI UNA CIVILE COABITAZIONE SUL PIANETA TERRA, CHE SI BASA
SULL’INESTINGUIBILE PARADIGMA: “IL RISPETTO DELLE DIVERSITA’, CONTRIBUISCE ALLA CRESCITA DI TUTTI GLI ESSERI UMANI”.
Consapevoli, quest’ultimi, del limite del loro poter giudicare in maniera assoluta e dunque, di poter solo contribuire con la loro BUONA VOLONTA’ al mantenimento della BELLEZZA dell’UNIVERSO.
Questa la mia personale opinione, espressa in un linguaggio NON giornalistico.
Non posso omettere, tuttavia, di citare DUE PERSONE che ho incontrato lungo il mio percorso che sono state importanti ad incoraggiare e scoraggiare questa mia passione, ad incrementare la fiducia e sfidare il mio coraggio, attraverso il loro esempio.
DUE FOTOREPORTER DIVERSI, CON UNA FILOSOFIA COMUNE: L’AMORE PER QUESTA PROFESSIONE.
Si tratta dell’italiano ANTONIO POLITANO e del francese, di origine cilena PATRICIO ESTAY.
Non aggiungo altro perché quest’ultimi si narrano bene da soli.
Vi ringrazio per il Vs. contributo, non so se sarò mai una FOTOREPORTER all’altezza delle Vs. esperienze, ma custodisco con estremo rispetto il vostro contributo alla mia evoluzione, sapendo che non è stato un caso incontrarvi sulla mia strada e che un giorno molto vicino riuscirò a farvi partecipi anche dei miei risultati in ambito visivo-narrativo.
un SORRISO
ILARIA D’ADAMIO



