“La Disfatta del Brucaliffo”di Ilaria D’Adamio.
Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio“La Disfatta del Brucaliffo”di Ilaria D’Adamio
da “SLAP- LE ALLEGRE AVVENTURE VIAGGIANTI DI UN CAMMELLO COI TACCHI”di “Alessandra Cammelli” e “Ilaria D’Adamio”(proprietà esclusiva).
– AIUTOOO SLAP!- gridò Slappino Dolce spaventato, saltando con le zampe intirizzite sulla groppa di Slap!
– Oh! Slappino, che succede?
– Ho fatto un INCUBO, Slap, il peggior incubo che mai alcuno si sogni di fare!
– Raccontamelo, serve a stemperare la tensione!- lo incalzò con fare gentile, Slap.
– Ho “incubato” il Brucaliffo! Ahhh, quell’essere strisciante e spregevole! E’ malvagio, Slap! E’ cattivo!
– Ti do tutto il mio appoggio: è l’essere più ripugnante che esista! Comunque si dice “sognato”, anche se hai fatto un incubo! E’ un incontro che prima o poi avresti dovuto fare per crescere, fa parte del mondo delle favole!
– Va bene, va bene…non star dietro al linguaggio corretto adesso!
– E che è successo?
– Ad un certo punto, mentre camminavo per di qua, giù per di là, io suppongo dalle parti della costellazione del Cigar, mi sono trovato all’interno di un mercatino, affollato, che a dirla tutta, mi ricordava molto i paesaggi di casa nostra!
– Impossibile! Noi siamo ben oltre, la costellazione puntiforme del Cigar!- affermò, risentito e con una punta di orgoglio Slap.
– Mi sono avvicinato ad un angolo per annusare delle spezie e chi è spuntato? Un lombricone viscido che a mezz’aria traspirava sonoramente il Narghilè alla Mela. Sputandomi il suo fumo addosso, cominciò a dire con una voce finta e spezzata “Cosa essere tu?” e lo ripeteva sempre più velocemente, “Cosa essere tu?”, “Cosa essere tu?”
– Eccoci! Il classico tutto fumo e niente arrosto!
– Altro che Slap, senti qua! Mi ha colto alla sprovvista e lì per lì non ho avuto la risposta pronta, per cui mi ha subito incalzato, dicendomi se volevo provare a fare un giro sulla sua giostra!
– E tu cosa gli hai risposto? – Slap lo guardò diretto negli occhi, preoccupato e pronto ad un severo rimprovero.
– No, no, Slap, io gli ho subito detto che io non volevo provare a salire sulla sua girandola colorata…ma
– Mhmm, ma…
– Ma lui ha cominciato ad essere offensivo e a dire che non potevo essere che un cammello presuntuoso e buono a nulla per rifiutare la sua allettante proposta, dal momento in cui io, a suo avviso, ancora non sapevo neanche cosa sono! Ha cominciato così ad azionare quella girandola che emanava un’energia talmente forte che vanificava sul momento qualsiasi mio tentativo di oppormi!
– Dov’é quest’essere…che ci penso io…a…
– Aspetta, Slap, non è finito qua…con le poche forze che mi restavano, mi ricordo che gli ho sbraitato contro: Tu, non m’incanti, suonatore di serpenti! Non mi avrai mai!
– Bravo Slappino, e poi?
– No, è che…io non so come abbia fatto, ma mi ha guardato in maniera ipnotica negli occhi ed ha tirato fuori un pendolino a forma di lisca ed ha cominciato a muoverla da sx. a dx. da dx. a sx. Ho chiuso gli occhi, Slap, ma continuavo a sentire la sua orribile voce che mi diceva: “Cosa essere tu? Tu rifiuti un giro sulla mia giostra ed io ti riduco come lei!” E poi diceva: “Oda- lisca, oda-lisca! Come lei ti riduco!
– Slappino continua, mi devi raccontare tutto!
– Sì, sì, infatti, Slap! Dopo pochi minuti mi sono trovato sdraiato su una lettiga sul retro della sua bottega, con le zampe legate con i cavi del mio telefono!
– Cosaaa?
– Oh sì Slap! Non è finita qua, mi ha travestito da cammello femmina e pretendeva che facessi la danza del pancio con i veli per il pubblico, capisci?!
– Come ha osato, Spregevole! Al mio Slappino?!
– Non è finita qui, ogni volta che lo vedevo, dato che io lo insultavo, lui si prendeva gioco di me, camuffandosi dietro i volti degli altri da me conosciuti, fingeva di essere gentile, ma quando io non c’ero andava a dire cose brutte sul mio conto! Cose che non esistono!
– E poi?
– A tutti chiedeva sempre “Cosa essere tu?” e si faceva pagare in rubini dalle persone che accettavano anche solo per un istante di ascoltare la sua recita! Si atteggiava a Vate, ma come gli dicevo io, somigliava più ad un WATER, ti ci affogo io in quel water! Mi ricordo di avergli gridato un giorno!
– Ah, ah, Slappino, riesci ad essere buffo, anche quando la situazione è tragica!
– Se lo pagavano, diventava ciò che le persone volevano che fosse, se non lo pagavano, assumeva le sembianze delle stesse persone che malauguratamente si erano opposte! Addirittura è arrivato a dirmi una sera che se io non sapevo cosa fossi, non potevo essere che come lui! A quelle parole, mi arrabbiai così tanto che gli urlai contro: – Sei un meschino e viscido doppia faccia, TRADITORE di un verme, GiudA!
– Slappino, contieniti, queste parole non vanno bene, altrimenti rischi di fare il gioco del Brucaliffo!
– No, invece, quell’essere non esiste, ma a forza di farsi pagare, è pure diventato ricco, ma che cos’é quest’orribile scherzo di natura???
– Su prosegui…- cercò di sdrammatizzare, Slap.
– Una notte, mi sentii chiamare…”Pst, pts! Tu? Dico a te!”, mi girai di soprassalto e scorsi il muso di Schwabi…
– Chi è Schwabi, ora?
– Schwabi? L’ho scoperto subito dopo…con tre colpi di spada, mi liberò le zampe dai cavi telefonici e mi mise in salvo, facendomi sgattaiolare dal retro! Mi spiegò che era il figlio delle nota dinastia imperiale dei cani arancioni Schwabi dell’imperatore giapponese e poi, rassicurandomi, mi portò con sé al sicuro!
– Uhm, interessante! Per fortuna che esistono ancora dei personaggi per bene!
– Schwabi mi presentò Edtsiaki, il suo amico tartaruga, esperto di arti marziali ed insieme ci recammo là dove le spade le costruiscono davvero sulle montagne giapponesi!
– Ah, che bello!
– Schwabi mi spiegò che lui insieme ad Edtsiaki stavano cercando da tempo di catturare il Brucaliffo e che in qualche modo, il mio arrivo era stato visto come provvidenziale. Non so come facevano a sapere che quell’essere mi aveva catturato!
– Allora?
– Mi fecero molte domande, sì, per sapere particolari, per cogliere in fallo, il lombricone! E io ricordo che gli raccontai di aver notato che quest’ultimo portava con sé sempre un curioso paio di forbici, montate al contrario, in maniera che si rendesse visibile la forma di due numeri nove rovesciati! Una cosa assurda!
– Schwabi mi consolò e poco dopo, decidemmo di organizzare un piano, perché a quanto pare, proprio grazie al mio aiuto, loro avrebbero potuto annichilire il verme! Confabulammo un po’ ed il giorno dopo…poco prima dell’apertura del mercato lo andammo a trovare! Hi, hi!
– Perché è divertente, Slappino?
– Ascolta, Slap…Attendemmo l’ora di punta e ci presentammo, io, Slappino Dolce, Edtsiaki e Schwabi, naturalmente, proprio di fronte al bruco! – Ehy, Brucaliffo!, quest’ultimo si girò sorpreso e noi TRE cominciammo a cantare in maniera incessante:
– Siamo tornati, con molto “Sharm” “El” sapeo io sempre e con poco “Sceicc”, almeno per il momento, con molto “Sciarm” “El” poco “Sceicc”…mentre recitavamo forte e chiaro il nostro mantra, cominciò intorno a noi un gran baccano, tutti avevano capito che stavamo combattendo per liberare tutti…e così, le casalinghe cominciarono ad azionare le loro lavatrici, usando il detersivo ad hoc, tutti gli altri iniziarono a correre e a lavorare sempre più velocemente, arrivò persino Takeshi, il canguro con il suo esercito di bambole col kimono, fino a quando…si sollevò dalla terra proprio lui…
– Chi, Slappino? Mi fai quasi paura!
– Dalla terra emerse un gigantesco ragno d’oro le cui redini erano tenute dalla Scimmia Verde con lo Scettro! Al suo intercedere tra la folla meravigliata e contenta, Edtsiaki cominciò a lanciare le sue stellette ninja magnetiche addosso al Brucaliffo E Schwabi fece strada, strimpellando la sua spada…
– E tu, Slappino?
– E io…dovevo continuare a cantare, per intontire il Brucaliffo…
– A quel punto, la Scimmia Verde tirò un sonoro colpo di scettro in capo a quell’approfittatore di verme, nel frattempo noi gli sequestrammo le forbici…lui si mostrò notevolmente indebolito e mentre Schwabi ed Edtsiaki continuavano la battaglia contro le onde cattive dell’esseraccio, la Scimmia Verde si alzò in piedi sul dorso del ragno e con un altro sonoro colpo, rigirò di brutto il Brucaliffo, a quel punto stava a me…
– Eh, eh, che cos’hai fatto, tu, Slappino Dolce?
– Aggiustate le forbici del Brucaliffo che avevo rimontato per il verso giusto, come delle forbici devono stare, dietro Ordine della Scimmia Verde che l’aveva rigirato, divisi il Brucaliffo in sillabe: BRU-CA-LI-FFO!…Ma che a quel punto era diventato: OFF-IL-AC-URB!
La Scimmia Verde, allora, dall’alto del suo rango, ehm, ragno d’oro, assestò il colpo finale, leggendo il suo nome al contrario:
– OFF-IL-AC-URB! Il verme, quasi finito ormai, ebbe la forza di pronunciare le seguenti parole: “Chi-sè? Sai-da, Da-esh: L’Indo e L’Ario”…
– E che vuol dire, Slappino?
– Tradotto dall’orientale, dal russo e dall’italiano vuol dire: “E chi sei? Sai, sì, Sì, che esca il pulito ed il puro, L’Indo e L’Ario! L’interruttore dell’ex-Brucaliffo ormai, era diventato OFF, il verme si spense, da farfalla, si volatilizzò, prima sputando fuori tutti i rubini che si era intascato, in modo illecito, in relazione alle sillabe OFF-IL-AC-URB!
La Scimmia Verde ed il Ragno D’Oro restituirono quanto era stato rubato ai legittimi proprietari e battezzarono la compagnia costituita da Schwabi, Edtsiaki, Takeshi e da me, Slappino Dolce come la Sacra Compagnia della Stella Aldebaran, a disposizione per combattere contro le onde negative.
…E così TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI!
– E’ una bella storia, Slappino Dolce? L’hai capita qual’è la morale di questo incubo a LIETO FINE?
– Slap, la morale della favola è che non si deve mai credere a chi promette di avverare i nostri sogni, minando la fiducia in noi stessi, cioè mettendo in dubbio “chi siamo davvero”. “Chi si è, lo si può capire soltanto da soli!”
– Bravo Slappino Dolce…
“La Disfatta del Brucaliffo”di Ilaria D’Adamio
da “SLAP- LE ALLEGRE AVVENTURE VIAGGIANTI DI UN CAMMELLO COI TACCHI”di “Alessandra Cammelli” e “Ilaria D’Adamio”(proprietà esclusiva).



