“La Bella e la Bestia” DI ILARIA D’ADAMIO

Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio

“La Bella e la Bestia” DI ILARIA D’ADAMIO

Tutto iniziò con una Rosa selvatica. Una fanciulla, di passaggio da un giardino ben curato, si soffermò a ricercar il suo profumo, inebriata dai suadenti cerchi concentrici, che i vellutati petali in rosso, andavano disegnando. La scorse il padre, che da lontano la osservava con dolcezza nella spensierata camminata, di chi niente chiede di più, di quello che ha, ignara di ciò che la vita le può donare. Scosso da quel semplice gesto, che persuadeva con l’intensità di un bisogno, l’uomo, un mercante in difficoltà, partì per affari, sperando di tornare con un guadagno sufficiente ad offrire un futuro promettente alle tre sorelle, di cui Bella era l’ultima. Al suo ritorno il danaro riscosso non era quanto sperato e se non poteva portare in regalo i sontuosi abiti, promessi alle prime due figlie, avrebbe, almeno, dovuto esaudire quell’umile desiderio di Bella, che così tanto l’aveva commosso.

169
Varcò così, per lei, i cancelli del giardino incantato, all’apparenza disabitato, di quella Villa delle Rose. Voleva offrirle in dono la Rosa dell’Anima, ai suoi occhi eclissata. Gli sembrò di andare a ritroso nel tempo, varcando quei confini. Pensò fosse solo ieri, l’istante, in cui la tenne in braccio per la prima volta. Nell’istante, in cui stava per recidere il gambo, una bestia mostruosa, della grandezza di un orso ed il muso di lupo gli si catapultò davanti, intimandolo di morte, per il furto che stava compiendo. L’uomo si scusò, spiegando che non sapeva che quelle rose fossero di qualcuno. Le aveva prese, solo, per rendere omaggio alla sua Piccola Bella, poiché non poteva portarle altro in regalo, vista la situazione economica, in cui versava. La Bestia ascoltò, ma ormai la condanna era stata decisa. Gli offerse di lasciarlo andare, solo se, al suo posto, egli avesse portato una delle figlie a subir la condanna del padre.

170
L’uomo, sconvolto, non poteva accettare, ma doveva far ritorno assolutamente. Prima di andar via, la Bestia gli offrì uno scrigno pieno d’oro. Se entro tre mesi nessuno avesse preso il suo posto, l’uccisione sarebbe stata certa. Il mercante, distrutto dentro, tornò a casa, allontanando con la mente il pensiero del sacrificio, a cui era stato messo di fronte e sperando, intanto, di riuscire ad accasare le figlie con quell’oro. Il tempo corse in fretta. Ma la minaccia della Bestia continuava a pesare sulla testa dell’uomo. Dopo tre mesi riuscì a far sposare le prime due figlie, le più vanitose, che pretendevano da sempre attenzioni frivole, oltre misura. Pur non volendo raccontare l’accaduto, i familiari glielo lessero, scritto in fronte. I fratelli si offrirono di uccidere la Bestia, ma sarebbe stato arduo sconfiggerla. A quel punto si fece avanti Bella. La premurosa e gentile fanciulla si offrì di prendere il posto del padre.

171
Non v’era altra soluzione. Accompagnata a Palazzo, la Bestia le chiese se si era recata lì di sua spontanea volontà. La ragazza fece cenno di sì con la testa e la Bestia restò incantata dalla bellezza coraggiosa della ragazza. La trattò come una principessa, facendole visita ogni sera e lei cominciò ad affezionarsi a quella compagnia, che rompeva la sua solitudine. L’unico neo che la metteva a disagio, arrivava puntuale alla fine della cena, quando la Bestia le chiedeva, se fosse stata disposta a sposarsi con lui. Educatamente, Bella si ritraeva e con i suoi modi gentili di sempre, rispondeva di no. Nonostante godesse di tutti gli agi, la ragazza, dopo un po’ di tempo cominciò a soffrire della mancanza di notizie, da parte della sua famiglia. Venne a sapere che il padre era affranto. Supplicò immediatamente la Bestia di darle il permesso di andare. Prima di partire, la Bestia la supplicò di prometterle, di non lasciarla mai.

172
La fanciulla promise e la Bestia le concesse una settimana. Solo una settimana, però, oltre la quale la Bestia non avrebbe più potuto sopravvivere per il dolore della sua assenza. Una volta arrivata a casa, Bella notò i cambiamenti. Il padre ebbro di felicità nel rincontrarla, si rimise in forma presto. Ebbe il tempo di narrarle che i fratelli si erano arruolati e che le sorelle, ormai sposate, non erano, poi, così felici di quei matrimoni, decisi più per motivi d’interesse e vanto sociale. La fanciulla non ebbe così tanto da che sorridere, ma gioiva di passare del tempo con il caro padre. La settimana trascorse! Ma le sorelle invidiose per gli agi, a cui Bella era andata incontro nella casa con la Bestia, vollero trattenerla di più. La ragazza sapeva di essere su un campo minato, in cui ovunque si fosse girata avrebbe fatto soffrire qualcuno. Non sapeva più che fare ed era consapevole che la Bestia stesse soffrendo per il distacco. Avrebbe dovuto quanto prima prendere una decisione: restare o tornare?

173
Arrivò la notte e Morfeo le fece visita. Scatenò un sogno, dalla cui finestra Bella poté guardare, svelandole quanto dolore stesse provando la Bestia, che affannava moribonda. Risvegliata di soprassalto, le si strinse il cuore. Il giorno dopo fece ritorno alla Villa in tutta fretta. La Bestia distesa per terra soffriva. L’accarezzò con dolcezza, fino ad abbracciarla soavemente. Fu in quell’istante che comprese quanto tenesse a lei. La Bestia, ormai senza aspettative, la guardò intensamente e con gli occhi ricolmi di lacrime, trattenne il fiato e le chiese: – Mi vuoi sposare?

Bella vide la Bestia per la prima volta, dietro le apparenze e rispose: – Voi, siete colui che mi ha restituito le rose. Le rose della Mia Anima.

174
Sembrò che accettasse, ma puntualizzò: − Era necessaria tutta questa sofferenza? Mai dirò un sì, se sotto ricatto. Non avreste mai rispetto per me. Non sareste colui che stimo.

Si chinò sulla Bestia, perdendosi in un lungo ed intenso bacio che brillò di stelle tutt’intorno. Poi aggiunse: − Quando capirete che non sono necessarie trame per illuminarsi d’amore? E’ sufficiente provarlo e rischiare… La Bestia alzò le orecchie: − Nessuna trama…ma guardate il mio aspetto. − Siete stupendo, ma perché siete voi! Nessun altro! − Mi vuoi sposare, Bella?

All’immaginazione lasciamo intuire come la trama è andata a finire.

175
L’incantesimo di una strega, gettato su di lui tempo prima, si sciolse per i troppi baci, trasformando la Bestia in un bellissimo Principe. Alle sorelle invidiose andò peggio, invece: furono trasformate in cariatidi di sale! In questi casi, come è in uso dire… E Vissero Felici e Contenti.

“La Bella e la Bestia” DI ILARIA D’ADAMIO
DA “CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Indice
1. Cuore di Fiaba 2. Proiezioni Mosse 3. 43 Secondi 4. “5+7” 5. Coltelli 6. Barbablù 7. X2 8. Embrace, come abbraccio 9. Alzando gli occhi al Cielo in segno di sdegno 10. Spirali 11. Eclissi 12. In Sogno 13. Lino e i Tre Bicchieri 14. Gaia 15. Lo Strappo 16. Il Cavaliere che sconfisse la Morte 17. Empatia 18. La Scelta
6
19. Il Segreto di Au 20. Il Cammino di Psiche 21. Il Principe Ranocchio 22. Lo Specchio Innamorato 23. La Bella e la Bestia 24. Diciassette. Ancora da scrivere 25. Una Stella

 

SCHEDA LIBRO:

“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio

Che cos’è l’amore? Continua ricerca del sentire in perfetta armonia: semplice, ma non facile, da provare, difficile da realizzare. Per districarsi al di là delle apparenze di ragnatele, intessute ad arte dalla trama della vita, vengono in soccorso, frammenti di poesia e scorie di fiaba, che riecheggiano nel nostro cuore, ricordandoci della purezza. Qualità da difendere, come valorosi cavalieri, per superare le molteplici prove che prevedono scelte complicate, ripartendo ogni volta da noi stessi. Ecco la strada, l’Amore arriverà…

Libro che raccoglie poesie, racconti e fiabe, dedicate al tema dell’amore. Si struttura come un percorso in crescendo, a partire dal suo aspetto tragico, passando per il mistero, sino a raggiungere il niveau ideale.

Da “CUORE DI FIABA Omaggio imperfetto all’Amore Perfetto”di Ilaria D’Adamio_scritto tra il 27/11/2013 ed il 16/12/2013 in versione redux ore 14.55, il  18/12/2013 ore 12.22, 14.00, 14.03 e raccolto il 29/12/2013 ore 00.31_di Ilaria D’Adamio.

I commenti sono chiusi.