“Spirali”di Ilaria D’Adamio
Articolo scritto da: Ilaria D'Adamio“Spirali” di Ilaria D’Adamio
Riso dalle labbra incurvate I tuoi sottili confini di rosso son tagliati
Sorridi beffardo e ti avvicini a me con il tuo volto senza tratti che fisiognomica non contiene ti palesi ad un palmo dai miei occhi figura scesa dalla mente ed imprendibile. Reale e ben udibile insinui il dubbio in chi non crede
Io
La mano sul mio volto scende insolita e si aggrappa con un gesto di rabbia a terminare con un pugno chiuso la tua maschera accartocciata, che, squarciando il velo,
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ad un passo dalla follia riposa, immobile a delimitare il rosso
Nodo alla gola fremito improvviso in uno stato di febbrile agonia sudore sgorga dai pori abituati alla privazione dei sensi
Ghigno ricompari dalle mie mani da cui sfugge ogni significato che in sé contengono la perdita ed il soccombere nell’eterno fallimento
Di nuovo
Beffardo riso spalanchi la tua bocca lingua sanguinolenta appare scende scende di interminabile lunghezza rimbalzando su e giù sino a terminare la sua corsa, sotto ai miei piedi
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Riso beffardo ti fai per me tappeto rosso e mi sorreggi per i festeggiamenti della mia anima graffiata a morte spinta violentemente sul palco di una scena non cercata di cui non ricordo le parole ed imprigionata, é costretta alla recitazione tra le sguaiate risa del pubblico.
Inerme e immobilizzata all’interno del mio stesso involucro carne e ossa non sento più solo un soffio flebile che dietro le sbarre resta incatenato, in un declamare senza voce.
Gelido risucchio di un’energia negata mista a cenere ormai
Bruciata dal rosso magma imploso dall’imbattersi incessante contro il limite che acuisce la mia indegnità asessuata
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di mera presenza nel mondo senza peso all’estenuante ricerca di annichilire se stessa, decostruendosi in cristalli seguendo l’affilata trama della lama della coscienza che dubita e vuole, spasmodica, sintetizzare la mia essenza, tagliando gradualmente nell’infittirsi di colpi, avanzando la sua opera di graduale riduzione del mio corpo ad una linea bidimensionale sottile ed incerta che, cava, perde gocce di liquido rosso.
Il ghigno mi deglutisce.
Linea spezzata, assenza di materia.
Dove sono?
Mi vedo, ma non esisto Sospesa nel blu mi allungo
Non più immobile, catturo il mondo che mi circonda Lo accarezzo e non lo riconosco
Lo guardo e non lo vedo
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Mi muovo e riprovo per cambiare prospettiva
Il mio tocco non afferra
Il mio sguardo é cieco Improvviso senso di soffocamento
Realizzo il limite, di nuovo
Una sua nuova forma
Il confine tra interno ed esterno
La barriere, le mie sbarre
Mi divincolo velocemente, ma legata ricado testa indietro in un gemito inespresso, cercando di respirare.
Palpebre aperte
Tutto gira, le cattedrali intorno al mio perimetro mi sorvegliano lontane improvviso sibilo proviene dal basso, voragine si apre, di sabbia risucchiante che non tiene, proprio sotto ai miei piedi Ma non mi posso muovere
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strisciante dall’esautorato sforzo non riesco a respirare frastuono sottostante cado
Capovolta nel blu io mera linea spezzata, assorbita in una rotazione incessante e senza appigli in costante accelerazione i colori si confondono niente ha più confini e tutto confluisce in un unico punto d’inchiostro blu.
Colloso…ci sono dentro
Inodore, é vischioso
Contamina la mia paura di macchie impure a testa all’ingiù sommersa dall’acqua fisso il punto finale la fine della corsa della spirale Una superficie argentea si profila Intatta e liscia,
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ha consistenza?
Adornata da una cornice, eco di un tesoro sommerso, mi avvicino incredula
Mi rispecchia
I miei capelli fluttuano intorno ad un viso esangue
Accenno con la mano a toccarla
Tremo
Graduale il movimento intimidito e guardingo pone avanti le dita di braccia tese ed impaurite
Ritmico pulsare il tremito della rigida tensione
Il palmo bagnato sullo specchio che adesso risponde alla mia pressione leggera vibrando in onde concentriche
La superficie si confonde poi si ferma e descrive… un riso beffardo
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Indietreggia la mano, incredula per lo spavento ma la superficie cambia ancora per un secondo proiettato da luoghi arcani un volto, delicato e spigoloso, uguale al mio ma dai tratti maschili
Mi soffermo ad osservare non capisco il mio corpo immobilizzato, galleggia, resto in apnea
Repentino gesto,
Dall’altra parte una mano squarcia ad un tratto il velo della superficie, rompe lo specchio, oltrepassa la barriera con un movimento veloce e felino afferra con veemenza il mio braccio trascinandomi al di là
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Attraverso lo specchio mi coloro d’argento dal naso risucchio acqua salata dalla mia bocca esce il blu i miei occhi sempre aperti
Mi risveglio disciolta in un caldo abbraccio suadente e bagnato tremante e voglioso
Le mani si toccano e si afferrano catturate dalla sorpresa di appartenersi senza essersi mai conosciute, indomite ed inconsapevoli del loro “a lungo” errare alla ricerca di oltrepassare la linea che respinge, che costringe da sempre alla caduta
Riconoscendosi le loro labbra si toccano i sensi riesplodono in una danza fluttuante di corpi avvinghiati immateriali e completi l’uno sull’altro, l’uno dentro l’altro
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senza soluzione di continuità un’unica coscienza fonde le loro anime mentre sott’acqua la visione delle cattedrali dall’alto illuminate dallo schermo della luce che attraversa il blu incorona la loro definitiva unione.
Intorno un sorriso che infonde calma
Non c’é più paura. E’ solo infinito.
“Spirali”di Ilaria D’Adamio, scritto tra la fine di marzo ed aprile 2013, Poesia conclusiva e/o Collezione ANCORA da creare, della raccolta “Il Percorso della Bottega”, ispirato alla/dalla Bottega del Maestro Orafo Alessandro Dari ed in seguito raccolto NEL NOVEMBRE/ DICEMBRE 2013 IN
“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Indice
1. Cuore di Fiaba 2. Proiezioni Mosse 3. 43 Secondi 4. “5+7” 5. Coltelli 6. Barbablù 7. X2 8. Embrace, come abbraccio 9. Alzando gli occhi al Cielo in segno di sdegno 10. Spirali 11. Eclissi 12. In Sogno 13. Lino e i Tre Bicchieri 14. Gaia 15. Lo Strappo 16. Il Cavaliere che sconfisse la Morte 17. Empatia 18. La Scelta
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19. Il Segreto di Au 20. Il Cammino di Psiche 21. Il Principe Ranocchio 22. Lo Specchio Innamorato 23. La Bella e la Bestia 24. Diciassette. Ancora da scrivere 25. Una Stella
SCHEDA LIBRO:
“CUORE DI FIABA” di Ilaria D’Adamio
Che cos’è l’amore? Continua ricerca del sentire in perfetta armonia: semplice, ma non facile, da provare, difficile da realizzare. Per districarsi al di là delle apparenze di ragnatele, intessute ad arte dalla trama della vita, vengono in soccorso, frammenti di poesia e scorie di fiaba, che riecheggiano nel nostro cuore, ricordandoci della purezza. Qualità da difendere, come valorosi cavalieri, per superare le molteplici prove che prevedono scelte complicate, ripartendo ogni volta da noi stessi. Ecco la strada, l’Amore arriverà…
Libro che raccoglie poesie, racconti e fiabe, dedicate al tema dell’amore. Si struttura come un percorso in crescendo, a partire dal suo aspetto tragico, passando per il mistero, sino a raggiungere il niveau ideale.
Da “CUORE DI FIABA Omaggio imperfetto all’Amore Perfetto”di Ilaria D’Adamio_scritto tra il 27/11/2013 ed il 16/12/2013 in versione redux ore 14.55, il 18/12/2013 ore 12.22, 14.00, 14.03 e raccolto il 29/12/2013 ore 00.31_di Ilaria D’Adamio.



